La morte di Pietro Zantonini, 55 anni, impegnato in un turno notturno di vigilanza al cantiere dello stadio olimpico del ghiaccio a Cortina d’Ampezzo, ha scosso il mondo sindacale e istituzionale, riportando al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro nei cantieri legati alle opere olimpiche. L’uomo è stato trovato senza vita nella notte dell’8 gennaio, mentre sorvegliava una struttura collegata ai lavori per Milano Cortina 2026, all’aperto e in un contesto segnato dalle temperature rigide dell’inverno ampezzano.
La famiglia, assistita dall’avvocato Francesco Dragone, ha presentato denuncia alla magistratura, ricordando come Zantonini avesse più volte espresso preoccupazioni per i turni notturni prolungati e per la mancanza di tutele adeguate. Il legale parla di “condizioni climatiche particolarmente rigide” e sottolinea la necessità di un accertamento completo. La Procura ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia.
Uil Veneto interviene sulla vicenda. Il segretario generale Roberto Toigo invita alla prudenza e richiama la centralità delle indagini: secondo lui, al momento è certo solo che il vigilante stava lavorando all’aperto, di notte, in condizioni climatiche severe, e che – come riferito dai familiari – aveva manifestato più volte timori per le condizioni di lavoro. Toigo definisce “estremamente grave” l’ipotesi che il 55enne possa aver pagato con la vita il proprio senso del dovere e si stringe alla famiglia in attesa dei necessari chiarimenti.
Anche SIMICO ha espresso “le più profonde e sentite condoglianze” alla famiglia, precisando però che il cantiere in cui è avvenuta la tragedia non rientra tra quelli di propria competenza. La società attende gli esiti delle indagini degli organi preposti.
Dura la posizione dell’UGL Sicurezza Civile. Il segretario nazionale Enrico Doddi definisce “terribile” la notizia e parla di circostanza “assolutamente inaccettabile” se fosse confermato il decesso per freddo estremo. Doddi ricorda come il lavoratore avesse manifestato timori per le condizioni operative e denuncia un settore, quello della vigilanza privata, dove si continua a lavorare “al limite della sopravvivenza”, senza adeguate protezioni contro i rischi ambientali. Il sindacato annuncia che seguirà da vicino l’evoluzione delle indagini, ribadendo che la sicurezza degli operatori non può essere sacrificata “sull’altare delle scadenze olimpiche”.
Anche la FILCAMS CGIL Belluno e la CGIL di Belluno, attraverso Alberto Chiesura e Denise Casanova, esprimono cordoglio e chiedono massima chiarezza. Le due sigle ricordano le numerose segnalazioni che il lavoratore avrebbe fatto sulle condizioni di lavoro e sottolineano come il settore della vigilanza privata presenti criticità strutturali: turnazioni esasperate, condizioni ambientali difficili, dotazioni spesso insufficienti. Negli ultimi anni, spiegano, sono state aperte diverse vertenze proprio su salute e sicurezza, coinvolgendo Spisal e Ispettorato del Lavoro. A poche settimane dall’inizio delle Olimpiadi, aggiungono, molti cantieri sono ancora aperti e spesso operativi 24 ore su 24, anche in condizioni meteorologiche proibitive. Per questo chiedono che l’attenzione resti alta fino alla conclusione dell’ultimo intervento legato all’evento.
La ricostruzione dei fatti
Zantonini, originario del Brindisino, stava svolgendo un turno di vigilanza notturna all’aperto, in un’area esposta al gelo. Secondo quanto riferito dalla moglie, aveva più volte manifestato timori e lamentele per le condizioni di lavoro e per i turni prolungati. La famiglia ha chiesto e ottenuto l’autopsia, mentre la Procura dovrà chiarire le cause del decesso e verificare il contesto operativo: durata del turno, temperature registrate, eventuali aree riscaldate o dispositivi di protezione disponibili.





