Via Feltre, il cittadino scrive al sindaco: «Difendiamo i tigli»

Via Feltre, il cittadino scrive al sindaco: «Difendiamo i tigli»

Un appello pubblico al sindaco di Belluno per chiedere di fermare l’abbattimento dei tigli di via Feltre. A firmarlo è Giacomo Fassetta, residente da oltre vent’anni nel quartiere, che in una lettera aperta esprime preoccupazione per il progetto di intervento programmato dall’amministrazione comunale.

Fassetta parte da un ricordo personale: l’abbattimento, circa quarant’anni fa, di un grande albero in piazzale Cesare Battisti. Un episodio che, racconta, gli lasciò “un vero senso di perdita”, perché gli alberi – scrive – “non sono semplice decoro, ma parte dell’identità viva di una città”. Da qui la critica alla scelta del Comune, accusato di muoversi “in controtendenza rispetto alle moderne politiche di valorizzazione del verde urbano”, mentre altre città – cita Parigi come esempio – investono in protezione degli alberi maturi, tecnologie meno invasive e sistemi di monitoraggio avanzati. «Oggi basta aprire internet per scoprire progetti innovativi – sottolinea – ma l’amministrazione rimane impermeabile a queste visioni».

Secondo il residente, la decisione di procedere al taglio dei tigli di via Feltre sarebbe ingiustificata: molti degli alberi, osserva, “sono giovani e in buona salute” e mostrano solo rami potati o capitozzati, senza segni di pericolo imminente. Fassetta critica inoltre la “formula sbrigativa” con cui, a suo dire, si tende a considerare gli alberi come semplice fonte di costi e rischi, ricorrendo a motivazioni ripetitive per giustificare gli abbattimenti. Nella lettera viene citata anche la posizione della LIPU, che ricorda come un albero appena piantato non possa sostituire, né sul piano ecologico né su quello paesaggistico, un esemplare maturo.

Oltre alla questione ambientale, Fassetta mette in campo un ragionamento identitario ed economico: Belluno, città di montagna immersa nella natura, dovrebbe considerare il suo patrimonio arboreo parte integrante del proprio “brand”. «Un turista che arriva qui si aspetta un verde urbano all’altezza del paesaggio circostante – scrive – non un ambiente spoglio simile a quello da cui fugge».

Il cittadino conclude invitando l’amministrazione a ripensare l’intervento e i bellunesi a far sentire la propria voce: «L’urgenza non permette di attendere le elezioni. Tante voci si sono già levate, aggiungo la mia, quella della mia famiglia… e anche quella del mio gatto». Un tono ironico per chiudere un messaggio dai contenuti molto seri.

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