Le previsioni lo avevano annunciato. Ma il gran caldo patito nelle ultime ore aveva trasformato l’allerta in una specie di speranza di refrigerio. In realtà il maltempo ha colpito duro. Soprattutto in Cadore e Comelico, dove oltre a pioggia e grandine, è stato il vento il vero protagonista.
Decine di edifici scoperchiati, piante sradicate e danni. A San Vito di Cadore sono diversi gli alberi caduti, e a più di qualcuno è tornata in mente la tempesta Vaia. Tra Cibiana e Venas sono intervenuti i tecnici armati di motoseghe per rimuovere dalla strada gli abeti caduti sulla Sp 347. E a Borca il forte vento ha scoperchiato la casa cantoniera, come niente fosse. Raffiche violente anche in Comelico, dove sono diverse le case scoperchiate. E ad Auronzo, dove il vento ha sferzato sia il paese sia i boschi.
A Pieve di Cadore si è abbattuta una fitta grandinata, tanto che è stata annullata la primissima sgambata di allenamento del Padova calcio, in ritiro in questi giorni. Danni per il forte vento anche in Agordino, in particolare in Val Biois. Poi la perturbazione si è spostata a sud, e ha scaricato raffiche a Vezzano, Bolzano Bellunese e in destra Piave.






