Veneto, infortuni sul lavoro in crescita: nel 2025 quasi 72mila casi e 111 vittime.

Veneto, infortuni sul lavoro in crescita: nel 2025 quasi 72mila casi e 111 vittime.

Non si arresta l’emergenza sicurezza nei luoghi di lavoro in Veneto. Il nuovo studio della Fondazione Corazzin per Cisl Veneto, presentato oggi a Mestre, scatta una fotografia preoccupante: gli infortuni continuano a crescere e le morti sul lavoro tornano sopra quota cento, interrompendo un trend che sembrava finalmente in miglioramento.

Nel 2025 sono stati denunciati all’Inail 71.867 incidenti, il dato più alto degli ultimi cinque anni al netto degli eventi legati al Covid. Di questi, 60.237 sono avvenuti sul posto di lavoro e 11.630 in itinere. L’aumento è di 1.681 casi rispetto al 2024 e di quasi 3.000 rispetto al 2020. La curva, dopo il calo legato alla pandemia, ha ripreso a salire a partire dal 2023, complice anche l’estensione delle tutele Inail agli studenti, operativa da settembre dello stesso anno. A crescere è anche il tasso di incidenza: nel 2025 il 3,23% degli occupati veneti ha subito un infortunio, contro il 3,13% registrato nel biennio precedente.

Morti sul lavoro: tornano sopra quota cento

Il dato più drammatico riguarda i decessi: 111 vittime nel 2025, contro le 99 dell’anno precedente, quando per la prima volta in dieci anni si era scesi sotto la soglia psicologica dei cento morti. Si muore soprattutto tra i 45 e i 54 anni, fascia che conta 42 vittime, il doppio rispetto al 2024. Le donne rappresentano una quota minima delle morti bianche (7,2%), mentre gli uomini restano la categoria più colpita. Preoccupa anche la situazione dei lavoratori stranieri: rappresentano il 26% degli infortunati complessivi, ma arrivano al 40% delle vittime. Nel 2025 i decessi tra i lavoratori non italiani sono più che raddoppiati, passando da 20 a 45.

Infortuni e patologie: crescono anche le malattie professionali

Accanto agli infortuni aumentano anche le malattie professionali. Nel 2025 le denunce sono state 5.990, con un incremento dell’8,7%. Significa che, su mille addetti, 2,7 hanno segnalato una patologia legata al lavoro. La maggior parte dei casi riguarda disturbi del sistema osteomuscolare, seguiti dalle malattie del sistema nervoso, entrambe in crescita. Sul fronte delle menomazioni gravi il trend appare invece in miglioramento: si passa dai 208 casi del 2022 ai 147 del 2024, ultimo anno disponibile.

Le differenze territoriali e settoriali

A livello provinciale, gli aumenti più significativi si registrano a Padova (+6,9%) e Verona (+4%). In controtendenza Belluno (-2,8%) e Rovigo (-3,3%). Proprio Rovigo, però, vede un aumento netto dei decessi sul lavoro, che passano da 1 a 8. Vicenza invece sale da 8 a 19 morti. Molti incidenti si concentrano nei settori più esposti: la fabbricazione di prodotti in metallo sfiora il 5% del totale degli infortuni, seguita dai lavori di costruzione specializzati e dal commercio al dettaglio, che è anche uno dei comparti con la crescita più marcata nell’ultimo anno. Segnali positivi arrivano invece dal trasporto terrestre, dalla logistica e dai servizi di selezione del personale, che registrano cali consistenti.

Paglini (Cisl Veneto): «La formazione è la via maestra. Fondamentali controlli e lotta al lavoro sommerso»

Il segretario generale di Cisl Veneto, Massimiliano Paglini, richiama l’urgenza di affrontare il tema senza scorciatoie: «L’infortunio mortale avvenuto nel Veronese conferma che l’impegno per la salute e la sicurezza deve restare massimo. È un tema complesso e non si risolve con semplificazioni organizzative o mediatiche. Ci sono ancora troppe differenze tra settori, e anche all’interno degli stessi comparti». Per Paglini la chiave resta la formazione, soprattutto per i lavoratori senior e per i datori di lavoro, ora obbligati a seguire percorsi specifici. «Serve rafforzare il senso di responsabilità e la capacità di dire no quando non si è formati o adeguatamente protetti. Ma tutto questo non basta se non è accompagnato da controlli, vigilanza e dalla lotta al lavoro sommerso. Molti infortuni non vengono denunciati proprio perché legati a rapporti irregolari».

Mori: «Bene il monitoraggio degli infortuni gravi. Ora servono passi avanti su amianto e Pfas»

Il segretario regionale Cisl Veneto con delega alla sicurezza, Luca Mori, richiama l’attenzione sulle principali cause degli incidenti mortali: cadute dall’alto e schiacciamenti. «Accogliamo con favore l’introduzione del monitoraggio degli infortuni gravi da parte della Regione, spesso sottovalutati ma numericamente quasi doppi rispetto ai mortali». Mori cita anche i nodi ancora aperti: «Sul fronte dell’amianto il Veneto è privo di un piano regionale e le bonifiche procedono a rilento. E sui Pfas abbiamo chiesto un incontro urgente ai nuovi assessori». Temi che Cisl Veneto considera prioritari per diffondere una cultura della prevenzione che coinvolga non solo chi lavora, ma l’intera comunità.

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