Una rete che deve funzionare quando tutto il resto si spegne. Ieri (giovedì 11 giugno) alle 19, la “Rete Alternativa” di emergenza – meglio nota come Rete Zamberletti – è stata messa alla prova con una grande esercitazione nazionale che ha coinvolto oltre 100 Prefetture in tutta Italia. In regia la Prefettura di Varese e il Dipartimento della Protezione Civile, con la partecipazione anche di una stazione radio della Repubblica di San Marino.
A Belluno la prova ha attivato la Sala di Radiotelecomunicazioni del Centro Coordinamento Soccorsi, all’interno del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco. Qui i tecnici dell’Associazione Radioamatori Italiani – da sempre parte operativa della rete – hanno utilizzato gli impianti HF della nuova struttura antisismica, la stessa che fungerà da sala operativa interforze durante i Giochi Olimpici 2026.
Cinque i radioamatori impegnati nella prova di sintonia: Carmelo Marabello (IU3GPT), Enrico Da Col (IK3HHV), Renata Salton (IW3IIS), Antonio Romanin (IK3SVT) e Paolo Tomacelli (IU3GMR), coordinati dal responsabile provinciale ARI per le comunicazioni d’emergenza, Diego Zasso (IW3IEE).
La “Rete Zamberletti” – dedicata al padre della moderna Protezione Civile, Giuseppe Zamberletti – entra in funzione quando telefoni, internet e ponti ripetitori cedono. È accaduto durante la tempesta Vaia nel 2018, quando le comunicazioni tradizionali collassarono e i radioamatori garantirono collegamenti vitali per ore.
Le esercitazioni come quella dell’11 giugno servono proprio a questo: verificare che ogni stazione sia pronta a operare in caso di calamità locali o nazionali, mantenendo attiva una rete di sicurezza che non dipende da infrastrutture vulnerabili.
Senza clamore, ma sempre presenti: i radioamatori bellunesi dell’ARI continuano a essere un tassello silenzioso e indispensabile della macchina dell’emergenza.





