Dopo un giugno di assoluta tranquillità, tornano a crescere i casi di covid – 19. La causa? La famigerata variante Delta, ormai ufficialmente presente anche all’interno dei nostri confini. Anzi, la provincia di Belluno è una “sorvegliata speciale”, a causa della rapida diffusione del virus mutato.
Il bollettino giornaliero diffuso ieri dall’Usl 1 Dolomiti indicava 3 nuovi casi positivi. Non collegati, almeno in apparenza, con il focolaio feltrino scoppiato il 26 giugno in un gruppo di ragazzi che hanno condiviso un compleanno, la visione di Italia – Austria degli Europei e la presenza alla “Pedavena cup” di calcio a 5.
Ma proprio da questo focolaio arrivano le notizie peggiori. Sono arrivati infatti le analisi preliminari di sequenziamento relative alle prime 6 positività emerse. E in tutti i casi confermano la presenza della variante Delta. Già isolata, per altro, in una sessantenne non vaccinata ora ricoverata al “San Martino” di Belluno per dei severi sintomi di covid – 19 e in almeno altri 3 casi.
«Alla luce dei dei 6 casi accertati – spiega l’azienda sanitaria in una nota a margine del bollettino giornaliero – il focolaio giovanile feltrino, che ha colpito complessivamente ad oggi una ventina di ragazzi, è quasi con certamente attribuibile alla rapida diffusione di tale variante, favorita da più occasioni di assembramento nella sera/notte del 26 giugno».
L’Usl1 rinnova quindi l’appello già lanciato nei giorni scorsi: «Queste nuove evidenze confermano ulteriormente la necessità che tutti coloro che hanno partecipato agli eventi sportivo sociale del 26 giugno scorso, all’origine del focolaio, si sottopongano a tampone accedendo ai covid point di Feltre Anzù attivo dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30 (nei giorni festivi è attivo il covid point di Belluno ospedale). L’accesso ai covid point è indicato anche per chiunque sia stato esposto, in altri contesti, ad assembramenti, ad eventi sociali, a viaggi significativi o a contatti con soggetti in sorveglianza per covid».
Bisogna arginare la diffusione del virus, per non rendere vani gli sforzi compiuti in questi mesi. Anche perché la provincia di Belluno è una di quelle sotto osservazione. A Belluno (e in altre 13 province italiane) negli ultimi sette giorni l’incidenza dei casi è aumentata di più del 100%. E si attesta a 14 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Peggio, in Veneto, solamente Verona, con 22. Siamo ancora uno dei territori più a rischio, dove il virus (come si è già dimostrato tra l’autunno e l’inverno scorsi) si muove con più velocità.





