Val di Zoldo e la Gnaga: un Carnevale unico, patrimonio di tutti

Val di Zoldo e la Gnaga: un Carnevale unico, patrimonio di tutti

 

Torniamo ancora in Val di Zoldo: nello specifico a Fornesighe e a un Carnevale che si tramanda da generazioni. 
La tradizione lo colloca il primo fine settimana di febbraio, quando l’arte del legno scolpito si può vedere, toccare e ammirare nelle sue maschere.
Il corteo è aperto dal Matazin, un personaggio privo di maschera, con il volto dipinto di nero e l’abito colorato. Saltando, attira l’attenzione della gente, facendo rumore con i suoi sonagli.
Il Matazin, di solito, è impersonificato da un giovane di vent’anni, mentre i colori del vestito ricordano lontanamente il nostro Arlecchino.
La Gnaga, invece, è rappresentata da una donna curva con enormi zoccoli di legno e porta un bimbo sulla “gerla”.
Ma c’è pure l’uomo del bosco: l’Om selvarech. Indossa un abito peloso e zanne sporgenti: fa paura ai più piccoli!
Il Carnevale della Gnaga, inoltre, è la sfida degli scalpelli. Tanto che il concorso dei volti lignei richiama scultori provenienti da varie zone e ogni anno il tema è diverso.
Volete saperne di più e riempirvi gli occhi di tradizione? 
La Gnaga vi aspetta!

CURIOSITÀ
I dolci tipici di Carnevale sono le fuoie rostide: foglie arrostite o semplicemente “crostoli”.
E le “fortaie”? Sono particolari frittelle, la cui pasta viene colata direttamente nello strutto bollente creando una specie di spirale e addolcita con marmellata.
Prelibatezze per i golosi. E un attentato alle coronarie: ma a Carnevale tutto è concesso! 

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