Una nuova cabinovia per il rilancio del Colle, ma intanto si guarda alla sopravvivenza

Una nuova cabinovia per il rilancio del Colle, ma intanto si guarda alla sopravvivenza

Tutti parlano, molti ascoltano. Ma nessuno ha la cura. E il Nevegal intanto resta nel limbo, in attesa. Da «malato terminale» come dice il consigliere regionale Franco Gidoni. Eppure, non mancano le speranze. Lo si è visto nell’ultima assemblea degli Amici del Nevegal, andata in scena oggi pomeriggio sul Colle, alla presenza di Comune, Regione e associazioni.

CABINOVIA 

La speranza, che è sempre l’ultima a morire, si chiama cabinovia. L’ha annunciata proprio Gidoni. Un’opera che verrebbe realizzata in sostituzione dell’attuale seggiovia e che in un colpo solo potrebbe bypassare anche il problema della sciovia delle Erte (oggi defunta, per scadenza della vita tecnica). Un’opera che dovrebbe sommarsi al laghetto artificiale e a un nuovo impianto di innevamento artificiale: solo così il Nevegal potrebbe avere un futuro radioso davanti a sé. Ma allo stesso tempo un’opera che potrebbe contare su contributi europei importanti, facendo leva sul tasto della mobilità sostenibile.

Il condizionale però è d’obbligo. Perché – l’ha detto lo stesso Gidoni – «a maggio si vota e quindi non è detto che la prossima giunta sia uguale a quella di adesso». C’è però qualcosa che bolle lo stesso in pentola, elezioni o no. «Come Regione abbiamo già stilato un progetto di legge, che sarà portato avanti dopo l’Epifania – ha spiegato il consigliere regionale -. Si tratta di un meccanismo che possa aiutare finanziariamente le località a fallimento di mercato. L’idea è di attivare un fondo di rotazione e aggiungerci finanziamenti a lungo termine. E soprattutto di sperimentare questa novità sul Nevegal».

NEW.CO.

E intanto? Il Comune sta lavorando per la continuità degli impianti. Parola di Jacopo Massaro. 

«Abbiamo fatto numerosi incontri con l’azienda che si è detta disponibile a darci una mano – ha detto il sindaco di Belluno -. È stato avviato un ragionamento con uno dei più grossi studi che assistono i Comuni in queste operazioni. Stiamo impostando il percorso per la new.co. E stiamo monitorando anche la situazione dell’albergo Olivier: alcuni soggetti si sono fatti avanti perché interessati a rilevare la struttura. In questo caso diventa fondamentale il lavoro di squadra, anche perché abbiamo la necessità di allargare il numero di posti letto. Se, come pare, dovesse essere rifinanziato il bando di rigenerazione urbana, il vecchio albergo potrebbe rientrare in un progetto più ampio».

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