Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 tornano al centro del dibattito politico. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Cristina Guarda, parla di “operazione di spesa pubblica senza controllo”, denunciando una gestione “opaca e irresponsabile” che, a suo dire, sta scaricando sui territori i costi dell’evento.
Guarda punta il dito contro la situazione della pista da bob di Cortina, dopo il crollo dei paraneve: «La pista è stata riconsegnata a Simico senza che la Fondazione Milano-Cortina abbia saldato i danni, stimati in oltre un milione di euro, né attivato la copertura assicurativa. In assenza di fondi, si è arrivati al punto di riparare provvisoriamente il tetto dell’area di partenza con il silicone».
L’eurodeputata richiama anche i dati della Corte dei Conti: «Il deficit patrimoniale è di 176,5 milioni, i debiti superano il miliardo. A fronte di questo dissesto, la Regione Veneto ha dovuto accantonare oltre 140 milioni per tutelarsi dai debiti olimpici, mentre stanziava fondi straordinari per il potenziamento sanitario dell’Ulss 1 Dolomiti esclusivamente per la durata dei Giochi». Un quadro che, secondo Guarda, produce un effetto paradossale: «Risorse pubbliche vincolate a coprire le perdite di un evento effimero, mentre i territori restano con impianti danneggiati, debiti da pagare e servizi essenziali sotto pressione».
La parlamentare ricorda le criticità sollevate negli anni scorsi: «È ciò che temevamo sei anni fa, quando denunciammo il peso economico della pista da bob, i ritardi accumulati e la superficialità con cui si è imposto l’evento olimpico a Cortina senza coinvolgere le comunità locali. Ci avevano lasciato con un budello di cemento e una cabinovia in zona di frana, con costi e conseguenze a carico dei cittadini: questo era lo stile di Zaia e della Lega, che continuiamo a combattere».





