La salute in cinque (semplici) mosse: migliorare gli stili di vita della comunità, ridurre il carico delle malattie prevenibili, ridurre il disagio psichico grave, ridurre l’incidenza e la mortalità dei tumori prevenibili, ridurre il danno derivante da incidenti e traumi. Sono le strategie dell’alleanza tra Ulss e territorio siglata ieri (sabato 1° marzo) in Comelico. Nella sala della Comunità Montana di Santo Stefano, infatti, si è tenuto un incontro per condividere delle azioni concrete in risposta ad alcune peculiarità epidemiologiche dell’area.

L’idea del “Progetto Comelico in salute” è nata sulla scia del ciclo di convegni “Salute oltre la città” che l’Ulss Dolomiti sta promuovendo per approfondire, attraverso il confronto con altre aree con le medesime caratteristiche, soluzioni innovative per la sanità di montagna.
Il focus sul Comelico, chiesto dagli amministratori locali in un incontro svoltosi il 22 ottobre scorso, ha messo in evidenza alcuni dati epidemiologici particolari che, uniti al tema dello spopolamento e alla contingenza dei lavori nella galleria Comelico, fanno della Val Comelico un’area speciale a cui prestare particolare attenzione.

I DATI
La popolazione del Comelico (Comuni di Danta, Comelico superiore, San Nicolò, San Pietro, Santo Stefano), attualmente composta da circa 6.700 persone, ha alcune caratteristiche peculiari. Intanto l’indice di vecchiaia (rapporto ultra 65 anni su 0-14 anni) di 302, molto elevato rispetto dal dato provinciale (265), Veneto (202) e Italiano. Poi lo spopolamento: dal 2001 al 2023 la popolazione residente è diminuita del 18% (Belluno è calata del 6%). Ancora, il tasso di mortalità (per tutte le cause) maggiore del tasso provinciale (1.181 vs 1.045 su 100mila abitanti) in particolare per malattie del sistema cardiocircolatorio e per neoplasie. Altro dato allarmante è l’desione agli screening “femminili” inferiore alla media provinciale.
Alessandra Buja, professoressa del Laboratorio di valutazione dei servizi sanitari e della promozione della salute, ha evidenziato come in Ulss Dolomiti sia più elevata la mortalità prevenibile (a cui afferiscono i decessi per cause correlate con fumo, alcol, stili di vita, incidenti…) rispetto alla mortalità trattabile (a cui afferiscono i decessi connessi alla qualità delle cure).
Dalla fotografia fatta dalla professoressa Buja sul Comelico emerge in particolare una maggiore incidenza del tumore al colon retto e al fegato negli uomini, melanoma e stomaco nelle donne.
Dai dati di adesione allo screening, emerge un forte miglioramento nel 2024 dell’adesione allo screening del tumore al colon retto, mentre resta bassa l’adesione agli screening mammografico e citologico.
La salute mentale, la salute del cuore e la salute nei luoghi di lavoro sono state approfondite dai primari Aldo Gatto, Alessandro De Leo e Gianfranco Albertin.
ASSISTENZA TERRITORIALE
In Comelico opera una medicina di gruppo integrata molto attiva nel promuovere la salute tra gli assistiti, anche con iniziative di medicina d’iniziativa come ha evidenziato il coordinatore Alessandro Bettini. Una fotografia sulle abitudini dei bambini è stata fatta dalla pediatra Enrica Fornaro.
In evoluzione l’assistenza territoriale, con la costruzione della nuova organizzazione prevista dal Dm 77 che sta ridisegnando i servizi offerti. Un dato importante è rappresentato dalla percentuale di over 65 seguiti a domicilio dall’assistenza domiciliare: in Comelico sono il 12%, rispetto a un indicatore target del Pnrr che indica come dato a cui tendere entro il 2026 il 10%.
RETE EMERGENZA URGENZA
In questi mesi di chiusura notturna della galleria Comelico, la postazione Suem di Santo Stefano è stata potenziata con il medico di emergenza di notte, oltre che dalla guardia medica. Dall’8 settembre al 25 febbraio gli interventi sono stati 239 di cui 70 di notte.
Nei giorni di chiusura totale della galleria programmati per la prossima settimana, è stato previsto il medico di emergenza anche di giorno.
“COMELICO IN SALUTE!
Diverse le iniziative già in atto per la promozione della salute, organizzate di concerto tra il Dipartimento di Prevenzione e le amministrazioni comunali come la campagna per l’adesione agli screening femminili con protagoniste le amministratrici del territorio, come delineato da Alberto Lovat e Marta Bramezza.
L’Ulss e la comunità della Val Comelico si sono impegnate, con strategie di comunità e strategie sanitarie, a raggiungere alcuni obiettivi. Primo: migliorare gli stili di vita della comunità. Secondo: ridurre il carico delle malattie prevenibili nella popolazione anziana e fragile. Terzo: ridurre il disagio psichico grave. E poi: ridurre l’incidenza e la mortalità dei tumori prevenibili e ridurre il danno alla salute derivante da incidenti e traumi.
Dalla discussione, per ogni punto sono emerse delle proposte di strategie di comunità e strategie sanitarie concrete. Il documento “Comelico in salute” è stato ufficialmente consegnato alla comunità per la discussione, la condivisione e la declinazione nei tempi e nei modi delle azioni da “mettere a terra”.





