Quanto si è speso finora per il trasporto pubblico in vista delle Olimpiadi invernali? Quando ci saranno notizie chiare sull’organizzazione della mobilità pubblica olimpica? È bastato un punto dell’ordine del giorno del consiglio provinciale di ieri – martedì 30 settembre – a scatenare le domande dell’opposizione a Palazzo Piloni.
376mila euro per il sub-affidamento del trasporto olimpico
In apertura di consiglio, infatti, è andata in votazione una variazione di bilancio d’urgenza: 489mila euro complessivi tra progettazione e realizzazione di una mostra al Museo di Serravella (13mila euro), il co-finanziamento di interventi a sostegno della carne di selvaggina (100mila euro per i quali la consigliera di Futura Centrosinistra Bellunese Sindi Manushi ha contestato l’urgenza, con il presidente Roberto Padrin e la sua vice Silvia Calligaro a spiegare come questa scelta potesse agevolare la prosecuzione del progetto sostenuto dal Fondo dei Comuni Confinanti) e – soprattutto – il “progetto speciale per il trasporto degli spettatori delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026” per 376mila euro.
Il consigliere delegato a mobilità e trasporti, Massimo Bortoluzzi, ha subito illustrato come si trattasse di un trasferimento regionale che Palazzo Piloni girerà a DolomitiBus per il sub-affidamento del servizio di trasporto olimpico; lungo e articolato l’intervento di Manushi, che oltre ad essere consigliera provinciale è anche sindaca di Pieve di Cadore, comune nevralgico per la mobilità olimpica. È lei a chiedere quanto si è speso finora per questo servizio, quando ci saranno comunicazioni chiare anche ai sindaci, quando verrà effettuata una riunione istituzionale su questi temi: «I sindaci vanno coinvolti, non convocati a cose fatte», la sua richiesta.
È toccato al presidente Padrin, dopo una lunga serie di botta e risposta, assicurare che «la Provincia è sul pezzo, si confronta praticamente ogni settimana con tutti gli enti coinvolti, da quelli locali a quelli nazionali, ma è un lavoro che richiede tempo».
Con la sottolineatura da parte di Manushi che «mancano pochi mesi ai Giochi e ancora sappiamo troppo poco», la variazione è andata in votazione: approvata con i voti della sola maggioranza.
Autonomia per caccia e pesca
Totalmente diverso invece il percorso dello schema di convenzione tra Provincia di Belluno e Regione Veneto sull’ “esercizio delle forme e condizioni particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria in materia di caccia e pesca”. Il documento – che prevede un fabbisogno per il settore di nove uomini, dipendenti della Regione e attualmente già in forze in distaccamento a Palazzo Piloni, e un contributo economico crescente da parte della Regione Veneto che permetterà di poter sostituire il personale in caso di pensionamento, dimissioni o licenziamento – è stato accolto ed approvato all’unanimità del consiglio, con tanto i rappresentanti della maggioranza – con la vicepresidente Calligaro – che l’opposizione – per bocca del consigliere Simone Deola – ad auspicare che questo percorso possa essere replicato anche per altri settori di competenza provinciale. «Con questa convenzione, di fatto si attua l’autonomia della Provincia di Belluno in quest’ambito», ha sottolineato soddisfatta Calligaro.
Gli altri temi di giornata
Anche gli altri punti all’ordine del giorno non hanno visto grandi contestazioni: approvato il bilancio consolidato 2024, via libera a due opere di somma urgenza da poche migliaia di euro – 16mila euro per un intervento su uno smottamento a Prà de Luni a Belluno e 10mila euro ad Ospitale di Cadore per il crollo di un muro a ridosso del cimitero – e alla variante parziale del P.R.G. del Comune di Val di Zoldo per la realizzazione di un nuovo parcheggio a Pecol Vecchio. Unanime anche l’appoggio alla proposta di adesione della Provincia di Belluno quale socio sostenitore alla Fondazione “Centro Studi Tiziano e Cadore”.





