Tormen lancia la sfida: «Se siamo al top, è dura anche per la capolista»

Tormen lancia la sfida: «Se siamo al top, è dura anche per la capolista»

 

Il campionato di serie D riparte col botto. O meglio, con un big match. Perché domenica, allo stadio Zugni Tauro (palla al centro alle 14.30: arbitra Alfredo Iannello di Messina), l’Union Feltre riceve il Campodarsego: ovvero, la squadra campione d’inverno. E in vetta con ben 7 lunghezze di margine sulle più dirette inseguitrici. Mission impossibile per i verdegranata? Tutt’altro, secondo il direttore sportivo Antonio Tormen. 

Direttore, una valutazione sul girone d’andata? 
«Il giudizio è positivo: 30 punti non sono pochi. Dispiace solo per l’ultima gara del 2019, persa con la Clodiense al termine di una prova opaca. Peccato, potevamo girare la boa di metà campionato al secondo posto. Abbiamo lasciato in giro punti pesanti, ma è anche vero che non siamo stati particolarmente fortunati». 

Il riferimento è alle varie defezioni? 
«Nessuno lo dice o ci ha fatto caso, ma Veratti, Parasecoli e Stevanin non sono mai stati a disposizione, o quasi. E stiamo parlando di tre pedine importantissime. Pur avendo giocato soltanto spezzoni, hanno messo a segno 5 gol e procurato un rigore. Speriamo di averli al meglio nel ritorno». 

Come si affrontano i primi della classe?
«Sono davvero forti, hanno dimostrato di avere qualcosa in più delle altre formazioni. Davanti, in modo particolare, vantano elementi di altissimo livello: basti pensare a Pasquato, uno che ha sempre calcato i campi di A e B. Noi, comunque, daremo il massimo: quando ci siamo con la testa, e non cadiamo in giornate abuliche come accaduto a Villafranca o con la Clodiense, possiamo mettere in difficoltà chiunque. Anche di fronte al Campodarsego, il destino non dipende da loro, ma da noi. Se siamo al top, è dura pure per la capolista». 

L’ex Vincenzo Calì è il pericolo pubblico numero uno? 
«È quello che finalizza maggiormente. E non mi sorprende: lo conosco da 9 anni e l’ho sempre stimato. Ma, ripeto, attenti a Pasquato: non c’entra nulla con la serie D. E nemmeno con la C. Può decidere ogni partita in qualsiasi momento». 

Nel 2007 avete lavorato assieme al Belluno: che allenatore è Antonio Andreucci? 
«Un tecnico di grande esperienza, meticoloso, applicato. Uno che non lascia nulla al caso ed è sempre sul pezzo. Con lui ho lavorato molto bene, ho un ottimo ricordo dei tempi di Belluno». 

C’è il rischio di pensare già al derby della prossima settimana? 
«Per nulla, il Campodarsego assorbe ogni pensiero ed energia. Anche perché il confronto con la prima in classifica potrebbe aprire nuovi spiragli. E non solo per noi». 

In definitiva, dov’è fissata l’asticella per questa Union Feltre? 
«La concorrenza non manca, ma l’auspicio è quello di centrare i playoff per il secondo anno consecutivo». 

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