Su il freddo, giù l’occhialeria: l’export bellunese “congela” l’effetto-dazi

Su il freddo, giù l’occhialeria: l’export bellunese “congela” l’effetto-dazi

Occhialeria col segno “meno”, filiera del freddo che tira (con un’accelerazione figlia del boom di inizio anno): bilancio in chiaroscuro per l’economia bellunese 2025 nei dati della Camera di Commercio di Treviso Belluno|Dolomiti sull’export. A pesare in un bilancio complessivo di 5 miliardi di euro di esportazioni c’è la questione dazi USA, ma la variazione rispetto all’anno precedente è di appena -0,3%.

Occhialeria: frenata USA ma crescita in Europa

L’occhialeria rappresenta quasi i 3/4 del totale export bellunese; nel 2025 le esportazioni hanno fatto registrare un -5,2% (circa 200 milioni di euro in meno) rispetto al 2024. Protagonisti assoluti di questo calo sono stati i flussi verso il mercato USA, crollato del 39,9%, con un volume d’affari passato dagli 871 milioni di due anni fa ai 524 milioni di euro dell’anno appena trascorso. Pesano i dazi, ma anche riorganizzazioni di filiera su scala globale per le imprese più strutturate. A compensare in parte questo calo, c’è la crescita significativa sia in altri mercati extra-Ue (Regno Unito, +4,5% corrispondente a +11 milioni; Messico, +10,6%, +20 milioni; Turchia, +6,5%, +12 milioni; Israele, +20,5%, +33 milioni) che nell’Unione Europea con un +8,7% complessivo (crescita di 130 milioni di euro) e per alcune nazioni con un balzo positivo in doppia cifra (Spagna +14,9%, Paesi Bassi +18,1%).

Filiera del freddo, su l’export in tutto il mondo

Storia completamente diversa invece per la filiera del freddo, che ha chiuso l’anno con un +13,4% (una crescita di circa 56 milioni di euro), e in particolare per le apparecchiatura elettroniche di controllo, che raddoppiano il volume di esportazioni (+115,6%, + 143 milioni di euro).

Con ordine: per quanto riguarda la filiera del freddo, nel risultato positivo pesano le ordinazioni verso gli USA nel periodo pre-dazi, quando nei primi sei mesi del 2025 l’export tendenziale verso gli Stati Uniti veleggiava al +300% (+15 milioni di euro); l’anno “americano” si è comunque concluso con un +100,6%, con flussi passati dai 10,4 ai 20,9 milioni. A tirare sono state comunque le vendite in ambito extra-Ue (+18,7%) rispetto a quelle in Unione Europea (+10,5%); i mercati più interessati e interessati sono stati Regno Unito (+18,4%, +5 milioni), Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita (+4,8 mln di euro) e Australia (da 4 a 10 milioni). In UE crescite importanti ovunque (Francia esclusa), con un +10,1% in Germania e +8,8% in Spagna.

In riferimento alle apparecchiature elettroniche di controllo, detto della crescita a tre cifre, c’è da sottolineare il ruolo della filiera, visto che il monitoraggio delle temperature e l’integrazione dei vari macchinari richiedono sempre più sofisticati sistemi elettronici di controllo e connessione. Si segnala però una parte, minoritaria ma significativa, di flussi legati ai nuovi prodotti dell’occhialeria con tecnologia integrata.

Altri settori e importazioni

Guardando agli altri settori economici particolarmente attivi nelle esportazioni, si evidenziano quello alimentare (+17,1%, +10 milioni di euro) e quello chimico-farmaceutico (+6,7%).

Sale (+5,3%) l’import complessivo; in flessione quello legato alla filiera dell’occhialeria (-7,3%, -38 milioni di euro), mentre cresce in maniera significativa l’importazione di legname, stabile da un paio d’anni tra gli 11,5 e i 12,5 milioni di euro: il 2025 si è infatti chiuso con un incremento del +87,5%, per acquisti che sfiorano i 22 milioni di euro.

Il commento del Presidente Mario Pozza

«Per Belluno – commenta Mario Pozza, Presidente della Camera di Commercio di Treviso Belluno|Dolomiti – le esportazioni sono prossime alla stazionarietà (-0,3%). Il risultato fa media dell’andamento opposto di due importanti filiere provinciali: le vendite sono in calo per l’occhialeria, la filiera del freddo sostiene invece l’export di macchinari e di apparecchiature elettroniche. Per Belluno gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco: vale quasi 600 milioni di euro di export, il 12% del totale provinciale. La flessione verso gli USA è determinata dall’occhialeria. Il calo per il comparto è a due cifre: da 870 milioni di euro del 2024 a quasi 525 milioni del 2025 (-39,9%). Corrispondono a mancati flussi per oltre 295 milioni di euro, un valore importante che fa propendere, come abbiamo già detto anche negli scorsi monitoraggi, per assai plausibili ridefinizioni dell’architettura della catena globale del valore. Per effetto di questa riorganizzazione, una parte storica dei volumi export originati dalla provincia di Belluno possono essere diventati flussi estero su estero (dai Paesi asiatici di produzione ai mercati finali di consumo), o produzioni localizzate direttamente negli USA. Il tutto sommato ad una drastica riduzione della competitività sul mercato americano per i produttori più piccoli con marchio proprio, per effetto dei dazi».

«È tuttavia interessante osservare come le nostre aziende abbiano saputo compensare la frenata negli USA con nuove direttrici geografiche. Guardando ai settori, evidenzio la tenuta dei macchinari con una diversificazione geografica dei mercati; segno che, nonostante l’incertezza (o forse a causa dell’incertezza), c’è stato ancora spazio di crescita per le nostre imprese che propongono soluzioni personalizzate di impianti industriali in giro per il mondo. Oltre a quelle componenti dell’industria meccanica oggi attivate dalla filiera allargata della difesa. La diversificazione, negli attuali scenari, è quanto mai necessaria. E questo processo lo stiamo favorendo da tempo: – conclude Pozza, anche nel suo ruolo di Presidente di Assocamerestero – Sono infatti da poco rientrato da una missione in Australia, che oltre a favorire gli scambi con questo mercato, ha posto le basi per il Forum Sud-Est Asiatico che la Camera di Commercio di Treviso-Belluno|Dolomiti ospiterà a metà giugno a Treviso, proprio per aprire nuove traiettorie di business per le nostre imprese verso una delle aree a maggiore potenziale di crescita globale»

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