Oltre 163 mila euro destinati alla provincia di Belluno per contrastare povertà educativa e isolamento giovanile. È questo il contributo stanziato da Fondazione Cariverona nell’ambito del bando Sport e cultura per includere, che ha selezionato 42 progetti in tutto il Nordest, con un investimento complessivo di oltre 2 milioni di euro.
In provincia di Belluno sono quattro le iniziative sostenute, tutte con un obiettivo comune: offrire a bambini e adolescenti nuove opportunità di crescita, relazione e benessere, soprattutto nei contesti più fragili.
Il progetto “Fuori gioco? Mai più”, promosso dalla Cooperativa Sviluppo & Lavoro, attiva una rete coordinata tra scuole, società sportive, cooperative e istituzioni locali. L’obiettivo è accompagnare ragazzi tra i 6 e i 18 anni che vivono fragilità sociali, scolastiche o familiari, attraverso laboratori, centri estivi, doposcuola inclusivi e un “triathlon dell’inclusione”. Fondamentale anche la formazione degli adulti: allenatori, insegnanti e genitori vengono coinvolti per costruire ambienti educativi sicuri e competenti.
Nel comune di Alpago nasce “Alpago Lab”, doposcuola gratuito e polifunzionale per ragazze e ragazzi tra i 9 e i 12 anni. Non solo aiuto compiti, ma anche laboratori sportivi e culturali, socialità guidata e scoperta del territorio. Il progetto punta a creare un presidio stabile e riconoscibile per le famiglie, con attenzione ai minori più esposti a povertà educativa.
Nel Cadore e nel Comelico prende vita “Tutti inclusi”, promosso dal gruppo Algudnei. Il progetto lavora su tre direttrici: laboratori sulla cultura locale per rafforzare il senso di appartenenza, apertura di spazi di socialità per contrastare l’isolamento, e formazione degli educatori per costruire modelli didattici replicabili. L’obiettivo è offrire ai giovani strumenti per immaginare un futuro possibile “a casa loro”.
Infine, nell’Agordino, arriva “Immagini di un futuro in movimento”, ideato da New Historica. Una vera e propria spedizione culturale in alta quota, che porta connessioni digitali, laboratori creativi e testimonianze artistiche nei comuni più piccoli e dispersi. Il progetto coinvolge ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e adolescenti delle superiori, con l’obiettivo di dare loro voce, strumenti e visibilità.
“Quando lo sport e la cultura diventano accessibili – sottolinea il presidente di Fondazione Cariverona, Bruno Giordano – si crea una nuova possibilità di futuro. È così che l’inclusione diventa sviluppo per tutta la comunità”.





