Domani (11 dicembre) sarà la Giornata internazionale della montagna. Una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e giunta alla 21. edizione. Ma cosa significa davvero montagna? Ha provato a spiegarlo una indagine stilata da Confartigianato, intitolata “Caratteristiche strutturali e socio-economiche delle aree montane venete”. Il quadro che emerge è piuttosto netto sulle difficoltà delle terre alte bellunesi e su quello che servirebbe.
I DATI
Il primo dato di rilievo è che la popolazione dei comuni montani bellunesi, tra il 1961 e il 2022, è scesa di circa 35mila persone pari al -15% (da 233mila a 198mila) ma, nel frattempo, nel resto del Veneto è cresciuta del 31% arrivando a 4 milioni 445mila. Nel lungo periodo Belluno subisce l’emorragia demografica maggiore rispetto agli altri territori montani.
Per quanto riguarda l’economia, sono quasi 130mila gli occupati nel privato nelle aree montane con un mercato del lavoro che si muove più o meno in linea con il resto della regione (+3,3% negli ultimi 10 anni). Quello che cambia è il rapporto tra addetti del privato e popolazione che vede i comuni montani (49,6%) molto al di sotto del 57,7% delle altre aree. A una occupazione in crescita fa da contraltare il dato preoccupante della riduzione delle unità locali che è in atto incessantemente dal 2012 ad oggi (-7,9%). Un calo più che doppio rispetto a quanto avvenuto nei comuni non montani. Soffrono quindi, in montagna, particolarmente le piccole imprese, quelle con meno di 9 addetti, scese del -6,2% in sette anni e tengono invece quelle più strutturate. Anche il reddito medio imponibile per contribuente, pur avendo un andamento crescente simile a quello regionale, dal 2012 al 2019 nei comuni montani si è mantenuto al di sotto circa dell’8%.
Dall’indagine emerge anche un problema di economie di scala se si guarda, ad esempio, agli organici di scuola e sanità. Nel primo caso il numero di studenti per dipendente è 2,7 a fronte di una media ragionale di 8,3 e nella sanità ci sono 2.013 residenti per dipendente in montagna contro una media di 6.770.
Infine sul fronte della digitalizzazione, strada obbligata per cittadini e imprese, il territorio montano risulta molto penalizzato per la diffusione di internet. Iil 7,4% delle famiglie è senza internet e il 60% è sotto la soglia dei 30 Mbps. Solo lo 0,2% ha accesso a oltre 500 Mbps contro l’8,1% dei comuni non montani.
LE PROPOSTE
«Questa fotografia ci ha guidati nelle proposte che porteremo ai tavoli nazionali. A partire dalla necessità di guardare all’economia e alla società nel suo complesso. Riteniamo sia necessario accelerare sulla “Strategia per la montagna” e spingere su incentivi, differenziali e approcci innovativi. Noi siamo pronti a passare dalle parole ai fatti» dice la presidente di Confartigianato Belluno, Claudia Scarzanella. «In occasione della Giornata internazionale della montagna richiamo le parole del Presidente della Repubblica Mattarella sulla necessità del presidio del territorio montano. Si deve dare attenzione anche all’artigianato, che è presidio di comunità grazie ai servizi economici e sociali che eroga».





