Soldi per la manutenzione delle strade provinciali: il Mit scuce 5 milioni

Soldi per la manutenzione delle strade provinciali: il Mit scuce 5 milioni

A caval donato non si guarda in bocca. A livello numerico, però, servirebbe ben altro al Bellunese. Perché le risorse “aggiuntive” previste dal ministero infrastrutture e trasporti per la viabilità della provincia dolomitica sono proprio poca cosa: 5 milioni 840mila euro (più spiccioli), spalmati su cinque annualità. Vale a dire 352mila euro quest’anno, 645mila nel 2021, 1.614.244 euro nel 2022, 2023 e 2024. Questo il riparto dei soldi inseriti nell’ultimo decreto Mit (datato 28 febbraio), che prevede 995 milioni di euro su scala nazionale al fondo manutenzione strade (di cui 69 al Veneto). Soldi che serviranno a Province e Città Metropolitane per intervenire sulla viabilità.

ORDINI DI GRANDEZZA

Premesso che piuttosto di niente è sempre meglio piuttosto, vanno messi in fila alcuni numeri. Per la manutenzione delle strade provinciali, Palazzo Piloni ha in essere una convenzione con Veneto Strade, del valore di 15 milioni di euro. Una cifra, questa, che fino al 2010 lo Stato ha girato interamente alla Provincia, salvo poi azzerarla di punto in bianco. Motivo per cui per anni l’amministrazione provinciale si è trovata col cerino in mano e il rischio di vedersi chiudere il servizio. Adesso le dinamiche sono leggermente diverse, nell’attesa dell’ingresso di Anas in Veneto Strade. Ma i chilometri di asfalto da manutentare sono rimasti gli stessi.

IL MINISTRO

«Ci sono 69 milioni di euro per l’attività straordinaria sulle strade provinciali del Veneto – ha annunciato ieri il ministro bellunese Federico D’Incà -. Si tratta di un’azione fondamentale per rendere le strade del territorio sicure e moderne. Con la ripartizione per Province e Città metropolitane, si vorrà ridurre il tasso di incidentalità e rispondere alle esigenze dei cittadini».

Sui criteri della ripartizione, «sono presi in considerazione la consistenza della rete viaria, il tasso di incidentalità e la vulnerabilità rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico».

LA PROVINCIA

A caval donato, si diceva. Difatti a Palazzo Piloni accolgono con favore l’arrivo delle risorse. Definite «fondamentali, al pari delle strade che costituiscono un servizio indispensabile per il nostro territorio, per le nostre comunità e le aziende».

Ma c’è anche un altro aspetto positivo. «Il cambio di passo rispetto alla visione sulle Province – dice il presidente Roberto Padrin -. Siamo passati dalla volontà di eliminare tutto, e di prendere per fame gli enti di area vasta, alla presa di coscienza che le Province servono per mandare avanti alcuni servizi indispensabili, come quello della manutenzione stradale. Credo sia una svolta epocale che alla vigilia di eventi importantissimi quali Mondiali e Olimpiadi non potrà che ridare dignità e operatività piena al nostro ente».

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