Soccorso piste e turismo invernale: oltre 33mila accessi al pronto soccorso

Soccorso piste e turismo invernale: oltre 33mila accessi al pronto soccorso

Aumenta il turismo sulle piste da sci, aumentano anche gli infortuni. È una conseguenza matematica, ma che mette sotto pressione il sistema di soccorsi e di gestione della sanità. La risposta però – anche sotto stress – è ottima. La task force disposta dall’Ulss 1 Dolomiti per far fronte alle richieste del turismo invernale infatti è sempre molto reattiva. Lo dimostrano anche i dati relativi alla stagione sciistica appena andata in archivio. I numeri sono stati presentati ieri (5 aprile) e mostrano oltre 33mila accessi al pronto soccorso in circa 4 mesi; 33.480, per essere precisi precisi, calcolando il periodo dall’8 dicembre al 1° aprile.

I DATI

Sono numeri impressionanti per una piccola provincia di meno di 200mila abitanti. Ma normali per un territorio che nei mesi invernali si riempie di sciatori, turisti, scialpinisti, ciaspolatori… Di fatto, significa una media di 284 accessi giornalieri ai pronto soccorso. E il dato mostra un +5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Le chiamate al Suem sono state oltre 22mila, con 6.418 missioni di cui oltre 1.700 in pista. Le missioni di elisoccorso per interventi primari sono state 221, di cui 135 in pista. I comprensori dove ci sono stati il maggior numero di interventi sono stati Arabba, Cortina e Civetta. 

Come da prassi, la richiesta dell’utenza ha dei picchi particolari: nei fine settimana e nel periodo delle vacanze di Natale. Solo tra il 23 dicembre e il 7 gennaio gli accessi sono stati 5.197, con una media di 325 al giorno. 

Per quanto riguarda le strutture, guida Belluno, con 13.098 accessi al pronto soccorso (+3% rispetto a un anno fa), seguita da Feltre (11.963, +6%). Dietro ci sono Agordo (4.970, +6%), Pieve di Cadore (3.165, +1%) e Auronzo (284, +35%).

Un dato è significativo e segna di fatto la fine del Covid e il ritorno del turismo estero, anche sugli sci: nell’aumento di accessi, solo 2% è appannaggio di cittadini italiani, il 18% invece riguarda gli stranieri.

TASK FORCE

Ma come ha fatto l’Ulss a garantire il grandissimo lavoro di soccorso a beneficio del territorio e a sostegno del turismo invernale? Con un lavoro di rete che vede in prima linea Soccorso alpino, Sagf, forze dell’ordine e associazioni di volontariato. Solo così è stato possibile schierare ogni giorno del periodo invernale un’equipe di elisoccorso con medico rianimatori, infermiere, Te e gruppo cinofilo, 20 medici e 40 infermieri nei pronto soccorso e nei punti di primo intervento, 40 persone impegnate nel soccorso piste e 45 volontari di ambulanze, oltre alle squadre del soccorso alpino e del soccorso alpino della Finanza. 

SGUARDO ALL’ESTATE

Intanto, Ulss Dolomiti pensa già alla stagione estiva per la quale è stato confermato il secondo elicottero, per un periodo prolungato (dal 6 luglio al 15 settembre): saranno potenziate le ambulanze al servizio di Cortina, Auronzo e dell’Alto Agordino, oltre alla medicina turistica. E si sta valutando anche la necessità della dialisi vacanza.

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