Smart working, maggiore flessibilità oraria, part time più accessibile e nuove misure per conciliare lavoro e vita privata. Sono alcune delle novità contenute nella preintesa territoriale sulla parte normativa del contratto collettivo decentrato integrativo, sottoscritta da Cisl Fp e Uil Fpl con le Unioni montane del Bellunese. L’accordo interesserà la quasi totalità dei Comuni della provincia e i dipendenti delle Unioni montane, coinvolgendo circa 1.400 lavoratori. Restano esclusi soltanto gli enti più grandi, come Belluno e Feltre, che gestiscono autonomamente la contrattazione.
Per i sindacati si tratta di un passo importante per rendere più attrattivo il lavoro negli enti locali, un comparto che negli ultimi anni sta soffrendo crescenti difficoltà nel reclutare e trattenere personale qualificato. La trattativa, spiegano Cisl Fp e Uil Fpl, è stata portata avanti con il contributo delle Rsu e con il coordinamento dell’Unione Montana Feltrina, che ha assunto il ruolo di capofila.
Tra gli aspetti più rilevanti figurano l’ampliamento della flessibilità oraria, una maggiore apertura al part time, l’introduzione strutturale del lavoro agile e l’orario multiperiodale. Quest’ultimo consentirà di programmare l’attività lavorativa su più settimane con orari variabili, mantenendo però invariato il monte ore complessivo previsto dal contratto. L’obiettivo dichiarato è migliorare il benessere dei dipendenti e, di conseguenza, l’efficienza dei servizi pubblici, soprattutto nei piccoli Comuni di montagna dove la carenza di personale è particolarmente sentita.
La firma definitiva della parte normativa aprirà ora il confronto sul capitolo economico. Cisl Fp e Uil Fpl chiedono alle amministrazioni di destinare tutte le risorse possibili a welfare aziendale, incentivi legati alla produttività e strumenti in grado di valorizzare il personale. «Il comparto degli enti locali sta purtroppo arrancando e la fatica nel trovare e trattenere personale qualificato è ormai un’emergenza quotidiana», spiegano Gino Comacchio della Cisl Fp e Mauro Anselmi della Uil Fpl. Per i due sindacalisti sarà fondamentale affiancare alle nuove tutele normative un pacchetto di misure economiche in grado di premiare chi già lavora per la comunità e di attrarre nuove professionalità.
Nell’appello finale i sindacati chiamano in causa anche il Comune di Belluno, invitandolo a sfruttare pienamente gli strumenti offerti dalla normativa per investire sia sulla flessibilità organizzativa sia sulle risorse economiche destinate ai dipendenti. «Se vogliamo salvare i servizi pubblici dei cittadini, dobbiamo rendere la Pubblica amministrazione più attrattiva per lavoratori e lavoratrici ed efficiente per la comunità», concludono.





