Il secondo capitolo del viaggio nella preistoria sulle Dolomiti Cadorine non delude le aspettative. L’esposizione “Auronzo Tre Cime. Dai dinosauri ai mammut, la storia continua”, inaugurata il 27 giugno e visitabile fino al 30 settembre, sta registrando numeri in linea con quelli dello scorso anno. Al Museo di Palazzo Corte Metto sono già stati contati 2.800 ingressi, praticamente gli stessi della mostra del 2025 dedicata ai dinosauri, che nello stesso periodo aveva raggiunto quota 2.900.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Auronzo di Cadore in collaborazione con la Magnifica Comunità di Cadore e il Comune di Danta e curata dal paleontologo Simone Maganuco, si sviluppa tra il lungolago di Santa Caterina e le sale del museo. Il percorso all’aperto, con otto riproduzioni a grandezza naturale che tracciano l’evoluzione dai dinosauri ai grandi mammiferi, ha attirato migliaia di persone: un flusso continuo che conferma la capacità del format di intercettare un pubblico ampio e trasversale.
Il T‑rex che accoglie i visitatori sul lungolago e il mammut lanoso che chiude la sequenza sono le due presenze più fotografate, ma l’esposizione punta soprattutto a raccontare temi scientifici legati all’evoluzione, agli eventi catastrofici, ai cambiamenti climatici e al rapporto tra uomo e fauna. Due focus collegano la preistoria all’attualità: la domesticazione del lupo e l’origine del cane, e le estinzioni recenti di origine antropica, dal dodo al tilacino.
«Anche quest’anno il format ha funzionato» commenta Anna Zandegiacomo De Zorzi, consigliera comunale con delega alla cultura. «La mostra ha portato in paese diverse migliaia di persone, un pubblico variegato che ha potuto avvicinarsi alla proposta culturale estiva di Auronzo».
La mostra resterà aperta fino al 30 settembre e nell’ultimo mese sarà visitata anche dagli alunni delle scuole del territorio, a conferma della volontà di mantenere un forte legame con la didattica e con la divulgazione scientifica.





