Si erano affidate a un itinerario scaricato online, privo di descrizioni e indicazioni sulle difficoltà. Una leggerezza che ieri ha trasformato la loro escursione sui Monti del Sole in una notte di bivacco forzato sotto la cima del Col Pizón. Le due amiche trevigiane, 25 e 22 anni, erano partite attraversando la zona delle Miniere di Val Imperina e proseguendo lungo la Via degli Ospizi, con l’idea di scendere verso il bivacco Buzzati. Ma la traccia digitale le ha portate su un viaz, un esile percorso di cengia tipico delle Dolomiti Bellunesi: difficile da individuare, esposto, scivoloso.
Arrivate a quota 1.400, su un tratto impegnativo e ormai al buio, si sono bloccate. Alle 19.15 hanno chiamato il 118. La geolocalizzazione ha confermato che si trovavano vicino a salti di roccia e pendii ripidi. Il Soccorso alpino di Agordo ha detto loro di non muoversi. Le due, ben attrezzate, hanno comunicato alla Centrale che avrebbero piantato la tenda e bivaccato lì, in attesa dei soccorritori.
All’alba, verso le 6.30, una squadra è partita risalendo il viaz. Tre ore di progressione su terreno delicato, finché i tecnici non hanno raggiunto le escursioniste. Dopo averle assicurate, hanno scelto la via di discesa più rapida verso Le Agre, accompagnandole fino a valle. Da lì le due giovani si sono allontanate autonomamente, senza necessità di ulteriori cure.
L’intervento si è chiuso attorno alle 13.30. Una storia che ricorda, ancora una volta, quanto un itinerario scaricato online senza informazioni affidabili possa trasformarsi in un rischio reale, soprattutto su terreni dove l’esperienza e la conoscenza del posto fanno la differenza.





