Sessant’anni di Alta Via 1: i ragazzi sul sentiero simbolo delle Dolomiti

Sessant’anni di Alta Via 1: i ragazzi sul sentiero simbolo delle Dolomiti

Sessant’anni di sentieri, di storie e di passione per la montagna. Per celebrare il prestigioso anniversario dell’Alta Via numero 1, il CAI Sezione di Belluno ha scelto di riportare in quota i più giovani: dal 25 al 28 giugno, quindici ragazzi dell’Alpinismo Giovanile hanno percorso uno dei tracciati più iconici delle Dolomiti, accompagnati dagli istruttori e dai collaboratori della Commissione.

Quattro giorni immersi nella natura, lungo un itinerario che racchiude l’essenza della montagna bellunese. Partiti da Passo Duran, i ragazzi hanno raggiunto il Rifugio Sommariva al Pramperet, proseguendo verso il Rifugio Pian de Fontana e scendendo infine attraverso Val Vescovà e Val Vachera fino al Rifugio Bianchet. Un percorso tecnico, affascinante, che ha permesso al gruppo di vivere la grandiosità del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e la bellezza della condivisione in quota.

Tra i ricordi più intensi, le parole dei giovani escursionisti raccontano lo stupore per «il panorama, il migliore mai visto», la gioia dei «bei momenti con i nuovi amici» e l’emozione degli animali incontrati lungo il cammino. Un’esperienza resa ancora più speciale dall’ospitalità dei rifugi, che con dedizione e calore hanno accolto il gruppo trasmettendo il valore autentico dell’accoglienza ad alta quota.

A incorniciare l’avventura, quattro giorni di meteo perfetto: sole, cielo terso e condizioni ideali che hanno garantito sicurezza e panorami da cartolina in ogni tappa.

La conclusione del trekking è stata un momento di festa. I genitori hanno atteso i ragazzi al termine del percorso, insieme a una pattuglia dei Carabinieri Forestali e al presidente del CAI Belluno, per condividere un saluto conviviale che ha chiuso nel migliore dei modi l’iniziativa. «Vedere questi ragazzi camminare con così tanto entusiasmo sulle tracce di chi, sessant’anni fa, ha intuito la meraviglia dell’Alta Via n. 1 è la dimostrazione che il futuro della montagna è in ottime mani», hanno commentato gli accompagnatori.

Un anniversario che non è stato solo celebrazione del passato, ma un passo avanti per il futuro dell’alpinismo locale: un modo concreto per trasmettere alle nuove generazioni il valore dei sentieri che hanno fatto la storia delle Dolomiti.

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