Serie C, tra ricerca di nuovi sponsor e futuro degli impianti

Serie C, tra ricerca di nuovi sponsor e futuro degli impianti

L’appello alle imprese per sostenere economicamente la nuova avventura; una stagione che dovrebbe vedere l’esordio in casa tra i professionisti fuori provincia; la speranza nelle istituzioni come compagni in questo percorso: la SSD Dolomiti Bellunesi – che con l’assemblea dei soci di giovedì prossimo si “trasformerà” da Società Sportiva Dilettantistica in s.r.l. – guarda alla prossima stagione che la vedrà impegnata per la prima volta, a soli quattro anni dalla nascita, in Serie C.

L’appello alle imprese

«Se siamo uniti, possiamo»: questo l’appello lanciato dal presidente Paolo De Cian, che ha messo tra gli obbiettivi – oltre alla permanenza tra i professionisti – anche lo sviluppo del settore femminile, anche questo fresco di promozione. «Da parte nostra, ci siamo mossi con un incremento del capitale sociale: ora chiediamo ad aziende, territorio e istituzioni uno sforzo per sostenere la nostra attività. Il momento è oggi, domani sarà troppo tardi».

Tradotto: questo «inizio di una nuova era» – così l’ha presentata il vicepresidente Nicola Giusti – richiede forze nuove per essere mantenuta. «La Serie C è un’opportunità per il territorio, grazie anche alle dirette settimanali dei match su Sky e RaiSport questo territorio godrà di una risonanza mediatica e di un indotto di notorietà mai avuto prima». Ancora da definire il budget per la prossima stagione: il salto dai dilettanti ai professionisti porterà maggiori costi e spese, non solo in campo ma anche nella struttura societaria, che saranno solo in parte coperti da quegli introiti dal marketing della Lega Pro e dalle trasmissioni tv delle partita. «Il budget sarà sostenibile, ma servono ulteriori sponsor per affrontare questo salto: siamo un territorio ricco di aziende, ci rivolgiamo sia alle grandi imprese, pronte a investire molto, che alle piccole», sottolineano i membri del consiglio d’amministrazione. «Restiamo comunque bellunesi, con i piedi saldamente piantati per terra: se tra qualche mese dovessimo renderci conto che siamo ancora solo noi, sarebbe il sintomo che forse questa provincia non merita una Serie C», ha aggiunto De Cian.

Il futuro degli impianti

Guardando invece al campo, sono tanti i temi sul piatto: si parte da quello che è lo stadio che quest’anno – complici i lavori al polisportivo del capoluogo, che come da prescrizioni del PNRR dovrebbero concludersi per la primavera 2026 – ha ospitato la Dolomiti nella sua marcia trionfale. «In questi giorni, abbiamo già effettuato un paio di sopralluoghi allo “Zugni Tauro” di Feltre con i tecnici della Lega Pro, Questura e Vigili del Fuoco. – spiega il consigliere della Dolomiti Bellunesi con delega all’impiantistica Claudio Fant – Abbiamo ricevuto alcune prescrizioni, nulla di impossibile, ma ci siamo già attivati con il Comune di Feltre per questi interventi».

C’è da correre, quindi, ma la possibilità che le prime partite casalinghe non si possano giocare in terra feltrina è alta: ecco quindi che la Dolomiti Bellunesi si è già mossa, guardando anche fuori regione. «Abbiamo l’urgenza di trovare uno stadio che rispetti i parametri richiesti dalla Lega Pro, se gli interventi di Feltre non dovessero concludersi per l’inizio del campionato: abbiamo già inoltrato una richiesta ufficiale al Comune di Fontanafredda per avere la disponibilità del loro impianto (stadio che nella primavera 2023 ospitò le ultime gare in Serie C del Pordenone, NdR). – continua Fant – A giorni dovrebbe arrivare la risposta; abbiamo comunque già pronta un’alternativa».

Non è mancato poi un momento di imbarazzo: nella mattinata di ieri, il Comune di Belluno ha invitato la stampa a Palazzo Rosso per domani mattina per “la presentazione dello sponsor del nuovo stadio Polisportivo di Belluno”. Una novità di cui la Dolomiti Bellunesi era all’oscuro e di cui è stata informata solo dalla stampa; nessuna polemica, ma il disagio tra i dirigenti era evidente.

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