Sentieri ancora inaccessibili, escursionisti sulla neve salvati dal Soccorso alpino

Sentieri ancora inaccessibili, escursionisti sulla neve salvati dal Soccorso alpino

Con le scarpette da ginnastica sulla neve. E il Soccorso alpino deve fare gli straordinari.

Malgrado il meteo avverso e la persistente condizione invernale dei sentieri, sono numerosi gli escursionisti che, senza opportuni abbigliamento, attrezzatura e conoscenze alpinistiche adeguate all’ambiente innevato, si avventurano in montagna. Soprattutto sugli itinerari che conducono al lago del Sorapis o al Rifugio Vandelli. Tant’è vero che sono stati cinque gli interventi del Soccorso alpino in pochi giorni. Anche ieri (16 maggio) gli uomini di Cortina sono stati attivati per due persone infreddolite sotto Forcella Marcuoira e i soccorritori della Guardia di finanza, con il tempo richiesto per salire le hanno raggiunti a piedi, poiché l’assenza di visibilità non consentiva l’avvicinamento dell’elicottero con una rapida risoluzione dell’emergenza. 

L’altro giorno era scattato l’allarme per quattro turisti americani in difficoltà nella stessa zona, che avevano chiesto una squadra in supporto, salvo dopo due ore comunicare che si erano arrangiati. Sempre in zona Forcella Marcuoira domenica scorsa l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha recuperato due turiste svizzere bloccate dalla paura delle valanghe.

Nei giorni precedenti il Soccorso alpino di Auronzo era intervenuto di notte in Valbona per altre tre persone francesi bagnate e gelate dal freddo, così come la Guardia di finanza di Cortina, sempre in Valbona, aveva ritrovato due inglesi usciti 50 metri dal sentiero.

Riportati a valle, in tutti i casi gli escursionisti aiutati sono stati poi riaccompagnati alle rispettive macchine.

Il Soccorso alpino ricorda che con maltempo e nebbia la possibilità di perdere il sentiero è elevata, e le squadre a piedi hanno bisogno di ore per individuare e raggiungere i chiamanti e in caso di infortunio le operazioni inevitabilmente si prolungano. «Sui sentieri in quota permangono condizioni invernali, molta neve e freddo, il lago è ghiacciato e il Rifugio Vandelli chiuso» fanno sapere dal Soccorso alpino. «Invitiamo ad attendere il miglioramento della stagione, a utilizzare in ogni caso calzature e abbigliamento appropriati al rigore dell’ambiente e a rientrare sui propri passi al primo accenno di difficoltà».

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