Sci bloccato dal Covid: gli impiantisti tremano e chiedono rassicurazioni

Sci bloccato dal Covid: gli impiantisti tremano e chiedono rassicurazioni

Stagione invernale congelata. Non è un gioco di parole, piuttosto una condizione esistenziale. Difatti, gli operatori tremano. Ma non è il freddo. E Confindustria chiede rassicurazioni immediate.

«Il settore degli impianti di risalita è cruciale per l’economia della nostra montagna. Ogni giorno in più di incertezza, è un colpo al territorio. Chiedo a Cts e Governo di sbloccare al più presto l’intera partita, programmando – accanto alle Regioni e agli impiantisti – la ripartenza in modo sostenibile e sicuro – dice la presidente degli industriali Lorraine Berton -. Il nostro obiettivo deve essere quello di salvare la stagione invernale soprattutto nell’anno dei Mondiali di Sci, per i quali si sta continuando a lavorare senza sosta e con fiducia».

Confindustria confida che si trovi un sistema per avviare seggiovie e skilift. Oggi, infatti, sono al vaglio i criteri adottati dal Cts. Ma il rischio è che l’intera attività sciistica rimanga bloccata dal Covid. 

«Non entro nel merito dei dettagli tecnici sollevati dal Cts, dico solo che non possono essere adottati criteri che di fatto bloccano le attività. I primi ad avere a cuore la sicurezza di utenti e collaboratori sono proprio gli impiantisti – continua Berton -. Gli impianti di risalita sono il cuore del turismo in montagna. Parliamo di un comparto che nel solo Veneto conta su 85 impianti e un fatturato di 60 milioni di euro con un indotto – fatto di alberghi, noleggi, maestri di sci – che è dieci volte tanto».

Sul tema interviene anche il deputato bellunese Dario Bond, con la richiesta di precisi e puntuali ristori. «Se le ski aree dovessero rimanere drammaticamente chiuse durante l’inverno, chi ristorerà i gestori? L’indotto di una stagione invernale, per una regione come il Veneto, si aggira sul mezzo miliardo di euro. Dentro a questa cifra ci sono famiglie, attività, intere comunità locali – sostiene Bond -. È doveroso evitare la diffusione del contagio, ma è altrettanto doveroso tutelare l’economia locale; e lo sci è parte integrante».

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