Le leggende, è noto, si tramandano di generazione in generazione, lasciando in chi le legge un sapore magico dei luoghi in cui vive.
Oggi vi facciamo conoscere alcune misteriose creature che popolano le nostre montagne. Creature che non hanno confini, ma viaggiano tra il Bellunese e il Trentino.
Non hanno tutte la stessa anima: alcune sono buone, altre dispettose.
Partiamo dal Salvan, un grosso omone vestito di pelliccia, barba folta, esce di rado dagli anfratti e conosce tutti i segreti del bosco. Solo d’inverno lo si può trovare in paese, ma rifugge dall’essere umano.
Il Salvanel, invece, è un buffo folletto dispettoso: ama far perdere la strada ai viandanti, spostando anche le segnaletiche dei sentieri. Ed è golosissimo di latte. Capita, infatti, che si possa intrufolare nelle stalle e svuotare i secchi di latte appena munti dai contadini. Guai abbattere un albero o strappare un fiore: Salvanel vede tutto e potrebbe presentarsi con qualche dispetto.
E le Vivane? Molto simili alle fate, buone d’animo, vivono sulle sponde dei fiumi o dei laghi e aiutano silenziosamente chi perde la strada, mettendo segni che riconducano alla giusta via. Poi, a volte, scendono in paese ad aiutare in casa: raccolgono i panni stesi al sole e li piegano senza farsi vedere. Non a caso in Trentino i tipici buchi sui balconi, con forme diverse, si chiamano appunto “Portelle delle Vivane”. Da lì la gente faceva passare qualcosa da mangiare per le fate, lasciandolo sul davanzale.
Al contrario, le Bregostane sono brutte e malvagie e un tempo rapivano i bimbi. Vivono nelle grotte e raramente escono: gli umani ne hanno paura. Ma per fortuna queste streghe hanno timore dei cani ecco il perché ogni rifugio in montagna ne possiede uno, così si tramanda.
Ecco, ora lo sapete: nelle vostre passeggiate autunnali, tra il Bellunese e il Trentino, se sentite un rumore strano potrebbe essere una di queste creature.
Alla prossima!
Le illustrazioni sono di Sara Masoch





