«Ristori per salvare i posti di lavoro». Lo chiede la Filt Cgil

«Ristori per salvare i posti di lavoro». Lo chiede la Filt Cgil

Parola d’ordine: ristori. In fretta, magari. Perché c’è una fetta di lavoratori che non vede il becco di un quattrino da mesi. Sono gli stagionali del turismo. Bloccati dal primo lockdown, ridotti alla fame da un’estate durata solo un mese. E bastonati anche dalla seconda ondata, che di fatto continua a tenere spento l’inverno sulle piste da sci. Ecco perché la Filt Cgil torna alla carica.

«Servono i ristori. E servono con estrema urgenza per garantire ancora un futuro alle aziende del settore e ai lavoratori, stagionali e non – scrive Alessandra Fontana, segretaria Filt provinciale -. Da inizio stagione, infatti, i lavoratori fissi sono in cassa integrazione mentre gli stagionali che erano stati richiamati in vista dell’avvio della stagione, e che rappresentano un terzo del totale, risentono maggiormente della crisi. Vanno preservati i posti di lavoro, va garantito un reddito ai lavoratori e, contestalmente, vanno preservate quelle professionalità che nel medio e lungo periodo rischiamo di perdere. In assenza di certezze sul futuro le maestranze più qualificate potrebbero cercare altre occupazioni e questo comporterebbe un impoverimento evidente per il settore e e per l’intero territorio. Contestualmente serve, compatibilmente con l’emergenza sanitaria, recuperare quel poco che rimane della stagione invernale e iniziare a programmare in sicurezza e con certezze quella estiva. Il settore degli impianti di risalita riveste un ruolo strategico per il futuro provinciale e il perdurare di questa incertezza rischia di avere delle coseguenze gravissime per l’intero territorio, per l’indotto e per un rilancio turistico del Bellunese».

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