Riqualificazione dei centri ittiogenici, avviati i lavori a Tomo e Bolzano Bellunese

Riqualificazione dei centri ittiogenici, avviati i lavori a Tomo e Bolzano Bellunese

Entro il 2025 i centri ittiogenici della Provincia di Belluno saranno riqualificati e più funzionali alla selezione e alla produzione di materiale ittico di qualità, in particolare della trota marmorata, specie autoctona dei corsi d’acqua bellunesi. Sono stati consegnati nei giorni scorsi infatti i lavori per il secondo stralcio a Tomo (Feltre) e per i due stralci previsti a Bolzano Bellunese. Interventi il cui valore complessivo si aggira attorno a 1,2 milioni di euro. «Un investimento importante per la montagna bellunese, possibile grazie alla sinergia ampia tra Provincia, Regione Veneto con Veneto Acque, e anche Fondo Comuni confinanti per una parte di Tomo» spiega la vice presidente della Provincia di Belluno Silvia Calligaro, delegata nelle materie di caccia e pesca. «Riqualificare e potenziare i centri ittiogenici va nella direzione di valorizzare il nostro territorio e una sua specificità, quale la presenza di una specie autoctona fortemente identificativa come la trota marmorata. Tomo e Bolzano Bellunese sono due centri d’eccellenza».

TOMO

I lavori a Tomo riguardano il secondo stralcio. L’impianto di Feltre aveva visto la conclusione dei lavori della prima fase nell’estate 2023, quando con il cofinanziamento di Fcc e Veneto Acque era stato rimesso a nuovo l’edificio che contiene l’incubatoio. Il secondo lotto invece prevede il miglioramento delle captazioni dal torrente Aurich, per aumentare il livello di purezza dell’acqua che alimenta l’impianto. Sarà realizzato anche un laghetto a scopo didattico, per un valore complessivo degli interventi di circa 600mila euro.

BOLZANO BELLUNESE

Anche a Bolzano Bellunese sono cominciati i lavori, in particolare per la nuova opera di presa. Negli anni scorsi erano state demolite e ricostruite le strutture del complesso edilizio in cui si concentrano le attività di allevamento e selezione genetica della fauna ittica. I nuovi fabbricati sono pronti, ma prima va realizzata la nuova captazione di acqua sottofalda che alimenta le vasche del pesce. In questo caso, doppio stralcio avviato contemporaneamente per circa 640mila euro.
«La conservazione della trota marmorata ceppo Piave, che rappresenta una specie di altissimo valore naturalistico, è fondamentale. Proprio per questo a seguito della tempesta Vaia, la Regione del Veneto ha stanziato 2,1 milioni di euro per il ripopolamento dei corsi d’acqua danneggiati» commenta l’assessore regionale a caccia e pesca, Cristiano Corazzari. «Lo sviluppo e la crescita di questi centri ittiogenici vanno nella stessa direzione, in più possono avere anche una valenza promozionale del territorio».

«L’equilibrio dell’ambiente e la tutela della biodiversità passano anche per il lavoro di questi centri ittiogenici» aggiunge Gian Vittore Vaccari, di Veneto Acque. «Il nostro contributo va in tal senso, per favorire anche un uso turistico sempre più sostenibile dei corsi d’acqua e una rivitalizzazione dei borghi montani».

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