Reti elettriche interrate, comitati e politica chiedono di velocizzare i tempi

Reti elettriche interrate, comitati e politica chiedono di velocizzare i tempi

Terna annuncia, il territorio tira un sospiro di sollievo: due linee elettriche ad alta tensione della Valbelluna saranno messe sotto terra. «Se sono rose fioriranno: vogliamo vedere i documenti e i progetti – dice Vivaio Dolomiti, che non si fida -. Questa storia in dieci anni, fra addendum C, progetti A e B, integrazioni spontanee, ministeri contrari, commissioni che si sostituiscono ai progettisti e mille bugie ha mostrato il lato peggiore delle progettazioni all’italiana. Vedremo cosa uscirà dal tavolo tecnico provinciale, ma carte alla mano».

Per Vivaio gran parte del merito di quanto ottenuto dal territorio provinciale è di Limana, «che prima con l’amministrazione Favero e ora con l’amministrazione De Zanet non ha mai ceduto di un centimetro, dimostrando competenza e determinazione. Azione di cui ha beneficiato anche il Comune capoluogo. Ci sarebbero ancora criticità nel progetto Rtn media valle del Piave, soprattutto a Ponte nelle Alpi e nella tratta fino a Perarolo, ma qui gli amministratori si dicono felici e noi siamo orgogliosi di aver contribuito alla risoluzione di alcune problematiche esistenti su Castellavazzo, per le quali Terna ha progettato una variante all’intervento. Soluzioni migliori ci sarebbero per tutti, visto che ormai è dimostrato che si possono interrare le reti e che soprattutto sono performanti. Ci hanno creduto pochi amministratori nel Bellunese, malgrado questo abbiamo proseguito per la nostra strada e l’impossibile (di Terna) potrebbe diventare realtà. Dispiace per Ponte nelle Alpi, il paese che rimarrà più devastato da questa razionalizzazione, ma contenti loro…».

È contento del risultato anche il deputato Dario Bond, che nel 2013, quando era in consiglio regionale, aveva promosso in prima persona una risoluzione per chiedere riprogettazione e interramento. «Ora non abbassiamo la guardia. Bisogna velocizzare le operazioni, in modo da sanare al più presto problemi annosi di cavi e tralicci nei centri abitati del Bellunese» dice Bond.

«Mi fa piacere quindi vedere che Terna ha finalmente deciso di andare incontro alle esigenze del Bellunese. Ora mi auguro che si possa procedere rapidamente, senza aspettare anni per togliere cavi e tralicci. E che sia l’occasione per ripensare diverse infrastrutture elettriche presenti su un territorio che ha dato tanto in termini di sfruttamento idroelettrico e che meriterebbe non solo migliorie tecniche, ma anche cospicui sconti sul fronte dell’approvvigionamento energetico».

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