Dopo oltre sei mesi di ricerche, la montagna ha restituito il corpo di Lasse Pekka Ruuskanen, il base jumper finlandese disperso dal 16 novembre 2025 sulla Busazza. Il ritrovamento è avvenuto questa mattina, a quota 2.600 metri, nella zona dove era stata geolocalizzata l’ultima posizione del suo cellulare.
Il 35enne, appassionato di lanci con la tuta alare, si era quasi certamente gettato dalla cima della Busazza il sabato. Il giorno successivo, dopo la segnalazione di un amico e il ritrovamento del furgone parcheggiato al Rifugio Capanna Trieste, erano scattate le ricerche notturne. Perlustrazioni a piedi, sorvoli e l’impiego del sistema Recco avevano confermato l’area, ma una forte nevicata aveva coperto la parete, rendendo impossibile individuare l’uomo.
Nei mesi successivi Soccorso alpino, Guardia di finanza, Vigili del fuoco e Carabinieri avevano continuato a monitorare la zona con droni e osservazioni settimanali, in attesa che la neve si ritirasse e lasciasse emergere gli anfratti più profondi del canale verticale dove si sospettava fosse precipitato.
Questa mattina (1 giugno) durante un nuovo sorvolo con drone da parte di un tecnico del Soccorso alpino di Agordo e di uno della Guardia di finanza di Passo Rolle, è stata individuata una vela scura proprio nel punto indicato dai primi segnali telefonici. Da lì è partita l’operazione di recupero.
Nel pomeriggio sette soccorritori si sono preparati al Rifugio Capanna Trieste. L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore ha verricellato in parete quattro tecnici e il tecnico di elisoccorso. Raggiunto un piccolo terrazzino, la squadra ha attrezzato un ancoraggio e si è calata lungo le funi della vela fino al corpo, ancora parzialmente coperto dalla neve. Una volta riportata la salma in superficie, il peggioramento del meteo ha costretto i soccorritori ad attendere oltre un’ora prima che si aprisse un varco tra le nubi.
Con le ultime luci del giorno, l’elicottero è riuscito a completare l’intervento, riportando a valle squadra e salma in due rotazioni.





