Qualità della vita, Belluno scende al 44. posto

Qualità della vita, Belluno scende al 44. posto

Un anno fa era al 35. posto. Dodici mesi dopo, scende al 44. Belluno cala nella qualità della vita, almeno per il Sole 24 Ore che come ogni anno stila la sua classifica per province. Quest’anno la provincia Dolomitica è indietro. Più o meno a metà, come il Sassuolo o il Monza, per usare un paragone calcistico. Non certo in zona retrocessione, ma neanche nei piani alti della Champions League.

LA CLASSIFICA

Lo scudetto della qualità della vita quest’anno va a Udine. Appena dietro Bologna e terzo posto per Trento. Aosta, Bergamo, Firenze e Modena completano la zona “Coppe europee”. Poi Milano, Monza-Brianza e Verona nella top ten. Davanti a Belluno c’è Bolzano (13. posto), perché l’autonomia vale punti non tanto in classifica quanto piuttosto in servizi e possibilità. E poi ci sono quasi tutti gli altri veneti prima dei bellunesi: Padova e Treviso (rispettivamente 19. e 20.); Vicenza (22.) e Venezia (32.). Perfino Roma arriva prima di Belluno. 

I PUNTI DI FORZA…

Eppure a Belluno si sta bene per “affari e lavoro”, “ricchezza e consumi”, “giustizia e sicurezza”. In queste categorie, la classifica del Sole 24 Ore regala punti sonanti per il Bellunese e vittorie schiaccianti. Sicurezza, bassa frequenza dei redditi di cittadinanza, conti correnti e risparmi elevati e scarsa incidenza di Neet (giovani che non lavorano e non studiano) sono ottime notizie. Peraltro non serve una graduatoria per rendersene conto.

…E I PUNTI DEBOLI

Il problema è che il Bellunese perde malamente le sfide di “demografia e società”. E lascia per strada punti importanti anche sul clima (ma vaglielo a spiegare al Sole che non si possono mettere a confronto le giornate soleggiate di Belluno con quelle di Siracusa). In particolare il quoziente di natalità, il tasso di fecondità e l’indice di dipendenza strutturale mostrano una provincia in cui le morti surclassano le nascite e in cui i vecchi sono sempre molti di più dei giovani.

«È SOLO UNA CLASSIFICA»

«Lo spopolamento è il vero problema del nostro territorio e la classifica questo lo evidenzia in maniera chiara» commenta il presidente della Provincia Roberto Padrin. «Per il resto direi che c’è sostanziale stabilità rispetto agli ultimi anni. La graduatoria sottolinea la sicurezza del Bellunese e la capacità di dare lavoro. Dobbiamo impegnarci perché queste caratteristiche non cambino. E anche per aumentare il livello di servizi per i cittadini: per fare questo bisogna agire sul differenziale montagna, nella consapevolezza – da trasmettere allo Stato – che nelle terre alte i costi sono più elevati. In ogni caso, le classifiche dicono alcune cose, ma non sono in grado di raccontare tutto. Ricordo che Napoleone Bonaparte uscì dall’accademia militare classificandosi quarantaduesimo su 58 allievi. Poi sappiamo tutti quello che è diventato».

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