Una rappresentanza della Conca dell’Alpago ha incontrato gli amministratori della Val di Sole e il presidente del Comitato “Insieme per Andrea Papi”: al centro, un tema specifico. O meglio, una preoccupazione: la presenza dei grandi predatori nel territorio. Il lupo per quanto riguarda la Conca, mente in Val di Sole, a Caldes, si è consumata la tragedia di Andrea Papi, morto dopo l’incontro fatale con un orso.
Dopo aver esposto le reciproche situazioni di emergenza, i sindaci si sono confrontati sugli strumenti per intervenire a difesa della popolazione e degli allevamenti. La direzione verso cui puntare si è intravista quindi a partire dalla massima condivisione, tra tutte le comunità alpine, delle problematiche che il ritorno dei grandi predatori sta producendo: in particolare dove il soprannumero ha di fatto disequilibrato il rapporto tra la loro presenza e le attività umane. Nessuno invoca l’abbattimento, ma è indispensabile governare il fenomeno per fare in modo che, oltre ai carnivori, la tutela coinvolga la vita dell’uomo in montagna, già di per sé già gravata dalla minaccia dello spopolamento.
«Quello del lupo è un problema grave, profondo, molto di più di una semplice lamentela – ha affermato Alberto Peterle, sindaco del Comune di Alpago -. L’arrivo del predatore spazza via una storia fatta di lavoro, sacrifici, impegno. Rovina sia quanto fatto nei decenni passati, sia la prospettiva per i decenni futuri. Il primo pensiero va ovviamente al lavoro degli allevatori, da chi lo fa di professione agli hobbisti. È immancabile la nostra vicinanza a loro e l’impegno a portare la loro voce nelle sedi politico-istituzionali».
Sulla stessa linea la sindaca di Tambre, Sara Bona: «Purtroppo la “convivenza” a cui spesso si fa riferimento anche all’interno delle normative o tra gli obiettivi dei progetti non è facile da attuare. Penso per esempio alla presenza dei cani da guardiania che in qualche caso vengono percepiti come una minaccia alla sicurezza di chi fa passeggiate ed escursioni. La tenuta sociale dei nostri paesi si basa anche si delicati equilibri tra attività economiche, residenti, turisti. Serve un’azione più forte di controllo».
E infine, Gianluca Dal Borgo, primo cittadino di Chies: «Nessun particolare coro si è alzato contro l’abbattimento a vista dei cinghiali che invadono le città, ma guai a toccare un dito a orsi e lupi, figurarsi con pallottole di gomma, dal momento che a essere minata è l’esistenza di quattro poveri montanari. Unendo le voci della montagna, speriamo che il numero incida più delle tante relazioni e dei dati portati ai tavoli delle istituzioni che avrebbero da tempo dovuto agire».





