E’ stata la splendida cornice del Museo diocesano di Feltre ad accogliere, ieri mattina, le autorità per i festeggiamenti per i 170 anni della Polizia di Stato. In prima fila il questore Giuseppe Maggese, il prefetto Mariano Savastano, il sindaco di Feltre, Paolo Perenzin, ma anche i massimi dirigenti di guardia di finanza e carabinieri.
«Sono qui da sei mesi – ha detto nel suo intervento il questore Maggese, arrivato nel Bellunese a settembre 2021 in sostituzione di Lilia Fredella – e ho avuto modo di trovare conferma a quello che già immaginavo. Questo è un territorio tranquillo e operoso, dove i cittadini hanno un alto senso civico. E questo aiuta il nostro lavoro».
Maggese ha parlato di un territorio «dall’alta qualità della vita, dove i reati, soprattutto quelli violenti, sono pochissimi». Ha però ricordato che ciclicamente «Ci sono recrudescenze di reati di tipo predatorio, come la serie di furti in casa avvenuti in Valbelluna tra l’autunno e l’inverno scorsi. Furti compiuti da una banda ben strutturata, i cui componenti però sono già stati arrestati grazie al grande lavoro delle forze dell’ordine».
Da sottolineare anche come «Il 2021 abbia visto un leggero aumento dei reati rispetto all’anno precedente, che fu caratterizzato però dal lockdown e dalla fase più acuta della pandemia». In generale, però, «I reati sono in costante, seppur lieve, calo». Un po’ di preoccupazione, sottolineata anche dal recente studio realizzato dalla Consulta degli studenti bellunesi, riguarda il disagio giovanile, che nel post lockdown ha portato con sé una recrudescenza di atti violenti e teppistici da parte dei giovani: «Eventi – spiega il questore – per i quali dovremo indagare a fondo le cause».
La cerimonia è stata anche l’occasione per la consegna di 9 encomi e 14 lodi agli operatori della Polizia di Stato che si sono distinti per particolari meriti di servizio. Hanno ricevuto l’encomio Mauro Carisdeo, Stefano Caraceni, Guglielmo Cassol, Pierluigi Bof, Tom Giuliano De Bastiani, Sandro D’Incà, Faustino D’Incà, Steve Marcon, Mirko De Boni. Sono invece stati insigniti della lode Enrico De Menech, Massimiliano Prenot, Ennio Mastel, Nicola De Girardi, Mirto Casagrande, Andrea De Col, Elvis Secco, Stefano Celato, Massimo Caravetta, Marco Pascolo, Corrado Menardi, e i pensionati Antonio Tormen e Ivano Zuglian.





