Il decreto Energia è stato convertito in legge dalla Camera. E a esultare è anche il Partito democratico: «Grazie ai nostri emendamenti», sottolinea il deputato bellunese Roger De Menech, «sono state semplificate le procedure per l’aumento di potenza degli impianti esistenti e la realizzazione delle infrastrutture elettriche; inoltre è stata estesa la procedura semplificata per aumentare la produzione di energia verde. E le piccole imprese che registrano un alto consumo di gas potranno acquistarlo a prezzo calmierato».
Fotovoltaico sui tetti dei centri storici. Il maxi-emendamento presentato dal deputato Nicola Pellicani, amplia la possibilità di realizzare con procedura libera, il fotovoltaico nelle zone A nei centri storici per favorire la generazione distribuita di energia pulita, salvaguardando le aree di effettivo pregio architettonico e paesaggistico. Sarà permesso installare pannelli con modalità semplificate, solo nelle coperture non visibili dagli spazi pubblici esterni e dai punti di vista panoramici mentre resteranno precluse le copertura i cui manti siano realizzati in materiali della tradizione locale.
Fotovoltaico in zone industriali. Introdotte procedure semplificate per l’installazione di impianti fotovoltaici in aree industriali, produttive o commerciali, in discariche e cave dismesse.
Agrivoltaico. Gli emendamenti sono intervenuti anche per sostenere lo sviluppo dell’agrivoltaico di ultima generazione, che consente l’installazione di pannelli sollevati dal suolo con la possibilità di mantenere coltivazioni a terra, cancellando contestualmente gli incentivi per il fotovoltaico a terra in aree agricole, un sistema che spesso si sono dimostrate oggetto di speculazioni oltre a favorire il consumo di suolo.
Fotovoltaico sulle Green belt. È stata approvata inoltre la norma sulle ‘green-belt’ per favorire lo sviluppo di impianti fotovoltaici a servizio di aree produttive, nelle aree interne agli impianti industriali e nella fascia adiacente alle infrastrutture autostradali, dove si applicheranno immediatamente le semplificazioni previste, in attesa che il governo e le Regioni provvedano rapidamente all’individuazione delle aree idonee come previsto dal decreto 199 del 2021.
«Il senso del provvedimento è facilitare la diffusione degli impianti di energia alternativa», conclude De Menech, «e accelerare per quanto possibile la transizione a fonti di energia non fossile. Azioni quanto mai urgenti per l’ambiente e per sottrarre l’Italia al ricatto della Russia».





