Borgo Valbelluna si prepara a un nuovo momento di memoria condivisa. Giovedì 15 gennaio verranno deposte quattro Pietre d’Inciampo a Conzago, davanti alle ultime abitazioni di concittadini deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti. Un gesto semplice e potentissimo, che rinnova il legame tra la comunità e le storie spezzate del Novecento.
La cerimonia inizierà alle 9 all’Auditorium della Chiesa di San Pietro, alla presenza dell’artista tedesco Günter Demnig, ideatore del progetto Stolpersteine, dell’ISBREC, della studiosa Paola Brunello – autrice delle ricerche che hanno ricostruito le vicende dei deportati – e delle classi terze della scuola secondaria di Mel. Da lì il corteo si sposterà verso Conzago per la posa delle pietre.
Le quattro Stolpersteine di quest’anno ricordano Emanuel Mandel, Carlotta Moldovan, Gisella Mandel e Giorgio Gershon Halpern, abitanti a Conzago di Mel, arrestati il 15 febbraio 1944, internati a Fossoli e deportati ad Auschwitz il 22 febbraio dello stesso anno. Nessuno di loro fece ritorno. Le pietre riporteranno nomi, date di nascita, data di internamento e luogo di morte, restituendo identità e presenza a chi fu strappato alla propria vita.
La posa rientra in un progetto triennale che porterà alla collocazione di 22 Pietre d’Inciampo nel territorio comunale. Un percorso che vuole intrecciare memoria storica e spazio urbano, trasformando il selciato in un archivio diffuso e quotidiano. Non un semplice appuntamento celebrativo, ma un invito permanente a ricordare, interrogarsi, riconoscere le responsabilità della storia.
Il lavoro nasce dalle ricerche di Paola Brunello, che attraverso documenti d’archivio e testimonianze ha ricostruito le vicende di 24 ebrei internati a Mel, di cui solo due sopravvissero. Il suo studio, pubblicato sulla rivista Protagonisti dell’ISBREC, rappresenta la base scientifica del progetto.
Le Pietre d’Inciampo, ideate da Demnig nel 1995 e oggi diffuse in oltre 60.000 esemplari in tutta Europa, sono piccoli blocchi di pietra con una piastra d’ottone incisa. L’inciampo non è fisico, ma mentale: un invito a fermarsi, a leggere un nome, a collegare passato e presente. Un segno discreto ma indelebile, che diventa parte della città e della sua identità.
Il percorso della memoria proseguirà martedì 27 gennaio, Giornata della Memoria, con un incontro pubblico alle 20.30 nella Sala degli Affreschi del Municipio di Mel. In quell’occasione verrà presentata la ricerca sugli ebrei internati a Mel e illustrato il progetto complessivo delle Pietre d’Inciampo a Borgo Valbelluna.
«La posa delle pietre d’inciampo è un momento che ci invita a riflettere su quanto avvenuto e a fare in modo che orrori di questo tipo non accadano più» sottolinea l’Amministrazione comunale, che ringrazia Paola Brunello, l’ISBREC e l’artista Günter Demnig per il loro contributo.





