«Perché non Maurizio Castro?»: i sindacati adesso sono preoccupati

«Perché non Maurizio Castro?»: i sindacati adesso sono preoccupati

Preoccupazione. E anche un pizzico di sconforto. I sindacati non hanno digerito la nomina di Anna De Pasquale a commissario straordinario per Wanbao Acc. Cgil, Cisl e Uil non nascondono che avrebbero preferito la linea della continuità, con la figura di Maurizio Castro, in grado di portare la ex Zanussi fuori dai marosi già nel 2014. Ma si pongono una domanda: e adesso?

«Come è noto, negli ultimi mesi i lavoratori e le loro rappresentanze sindacali si sono lungamente battuti per ottenere la prosecuzione dell’attività produttiva dello stabilimento di Mel: hanno scioperato e manifestato pubblicamente contro le decisioni della proprietà cinese di chiudere l’attività produttiva, e insieme all’intero territorio bellunese erano riusciti a delineare  un percorso d’uscita  alla chiusura preannunciata – scrivono i segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil -. La via d’uscita individuata e costruita prevedeva la costituzione dello stato di crisi aziendale, l’accesso all’amministrazione straordinaria per garantire la continuità lavorativa e di produzione, il mantenimento della clientela e dei fornitori e la prospettiva di vendita dello stabilimento a interlocutori industriali del mercato dell’elettrodomestico». 

In effetti, la costituzione della crisi c’è stata e anche la nomina del commissario. Solo che non si tratta di Maurizio Castro. «Ci sono seri dubbi sull’effettiva riuscita dell’operazione dal momento che il professionista che dovrebbe portarla a buon fine non è stato individuato nella stessa figura professionale già operativa con azienda e Mise – proseguono i sindacati -. Non si pongono giudizi circa la professionista incaricata, sicuramente competente, autorevole e preparata, ma riteniamo che ora si rischi di far involvere velocemente, probabilmente bloccare, il percorso di rassicurazione internazionale che nei mesi precedenti il Mise e la figura del dottor Castro avevano  costituito con fornitori e interlocutori internazionali».

Da qui, la preoccupazione. Con una richiesta: «la ripresa di un sistema di interlocuzioni tra istituzioni, ministero e professionisti del comparto, perché venga al più presto posto rimedio all’errore accaduto – dicono i segretari territoriali -. Perché siano riproposte al più presto le garanzie industriali già formalmente attive, e quindi ripristinato il clima di speranza e di azione a favore dei lavoratori e del territorio bellunese».

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