Il Lago di Busche è pieno. Troppo pieno. Non di acqua, ma di ghiaia. E questo, in tempi di piogge improvvise e agricoltura assetata, è un problema serio. A lanciare l’allarme è il consigliere Dario Dal Magro, insieme al Gruppo Costruiamo Borgo. Il livello abbassato nei giorni scorsi ha mostrato ciò che non si vedeva: un bacino che non respira più, incapace di trattenere l’acqua e di distribuirla quando serve.
Il rischio? Straripamenti nelle campagne del Piave, cantine allagate, garage sommersi. E campi che restano a secco se l’autunno decide di fare il prezioso.
Ma il lago è anche casa: per uccelli, anfibi, biodiversità. Per questo, chiede Dal Magro, ogni intervento dovrà essere chirurgico, rispettoso, coordinato. Gli esperti rassicurano: la fauna si adatterebbe, spostandosi più a monte. Ma il tempo stringe. «Serve un’azione condivisa tra Genio Civile, Enel, Consorzi di Bonifica e Comuni». Perché il Lago di Busche non è solo acqua: è territorio, sicurezza, futuro.





