Che siano state le parole di fuoco emerse dal dibattito del consiglio comunale di Belluno a scatenare la presa di posizione della Consigliera di Parità? O che sia il clima da campagna elettorale a farsi strada? Certo è che spesso la politica esagera con le parole. E altrettanto certo è il messaggio inclusivo della Consigliera di Parità della Provincia.
«La costruzione di una società inclusiva, migliore, accogliente, è compito di tutti. E siccome l’esempio è e rimane la più alta forma di insegnamento, è giusto che a dare il buon esempio per primi siano gli amministratori e coloro che hanno incarichi all’interno della gestione della cosa pubblica». Queste le parole di Flavia Monego, in una nota alla vigilia delle campagne elettorali per le Europee e le amministrative.
«Le parole sostanziano il pensiero e danno forma al mondo in cui viviamo. La politica talvolta tende a usare parole forti – e ci sta – ma di recente abbiamo dovuto ascoltare anche parole grevi e irrispettose all’interno del dibattito di alcuni consigli comunali. La diversità dei pensieri e delle opinioni è uno dei valori della nostra società e l’espressione delle idee è il cardine della democrazia. Ma la scelta delle parole non può prescindere dal rispetto e dalla considerazione delle sensibilità altrui. Il linguaggio utilizzato, quindi, soprattutto nell’esercizio della più alta forma democratica che è il dibattito politico nelle aule istituzionali, non può ledere la dignità altrui. È questa la base su cui possiamo e dobbiamo costruire una società diversa, in cui la diversità delle idee e delle opinioni trova un punto di comunanza nel rispetto reciproco, anche attraverso le parole».





