La montagna non è soltanto paesaggio da ammirare: può diventare uno spazio da vivere, condividere e attraversare, anche per chi convive con una disabilità. È il messaggio emerso con forza dall’incontro “Parchi inclusivi”, ospitato nell’auditorium del Museo M9 – Museo del ’900, dove si sono confrontate le esperienze del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e del Parco Nazionale degli Alti Tauri in Tirolo.
Una serata dedicata all’accessibilità e all’inclusione nelle aree protette, con interventi di istituzioni, associazioni e volontari che lavorano per rendere la montagna sempre più aperta a tutti.
A sintetizzare il significato dell’incontro è stato il commissario straordinario del Parco delle Dolomiti Bellunesi Ennio Vigne. «È stata un’esperienza emozionante e coinvolgente – ha spiegato – che ha dato visibilità al lavoro straordinario del volontariato e ci ha permesso di ascoltare la voce dei ragazzi che hanno partecipato ai progetti di inclusione. È la dimostrazione di quanto sia strategico il lavoro in rete».
Secondo Vigne, la collaborazione tra istituzioni pubbliche e associazioni rappresenta una chiave fondamentale: «Ha già prodotto risultati importanti e potrà offrirne ancora in futuro, non solo nella conservazione della natura ma anche nell’inclusione e nella promozione sociale. I parchi non si limitano a proteggere l’ambiente: si impegnano affinché tutti possano viverlo».
L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali del Comune di Venezia, del Club Alpino Italiano – sia a livello nazionale che regionale – e del GAL Prealpi e Dolomiti.
La direttrice del Parco delle Dolomiti Bellunesi Sonia Anelli ha poi illustrato la Carta Europea del Turismo Sostenibile, un percorso che coinvolge parco, amministrazioni locali, imprese e associazioni per sviluppare forme di turismo rispettose dell’ambiente e accessibili a un pubblico sempre più ampio.
Tra i progetti presentati, grande attenzione è stata dedicata alle iniziative che permettono alle persone con disabilità di frequentare la montagna. Fabio Pellegrino, presidente della struttura operativa SODAS del CAI nazionale, ha raccontato l’esperienza della montagnaterapia, attività che utilizza la frequentazione della montagna come strumento di inclusione e benessere.
Un esempio concreto arriva dal progetto “Montagna che aiuta”, presentato da Lara Pilotto e Michele Da Rold del CAI di Feltre. L’iniziativa ha permesso di mappare diversi sentieri del parco percorribili con la joelette, una carrozzina fuoristrada monoruota che consente alle persone con disabilità motoria di affrontare percorsi di montagna con l’aiuto di accompagnatori.
A raccontare cosa significhi vivere questa esperienza è stato anche Michele Barat, uno dei ragazzi che ha visitato il parco grazie a questo sistema di accompagnamento.
Sempre nel contesto della Carta Europea del Turismo Sostenibile si inserisce il progetto “Ti Guido”, illustrato da Mara Benedetti dell’Associazione Italiana Persone Down di Belluno. L’iniziativa ha individuato itinerari accessibili anche a ragazzi con sindrome di Down o disabilità motorie e ha realizzato una guida ad alta comprensibilità, disponibile in italiano e in inglese.
Il progetto prevede inoltre soggiorni settimanali nel parco per gruppi provenienti da tutta Italia, accompagnati dagli operatori e dagli stessi ragazzi dell’associazione bellunese. Tra loro c’è Tiziano Moretti, che durante l’incontro ha raccontato con entusiasmo la propria esperienza di guida per i coetanei in visita.
Lo sguardo si è poi allargato oltre i confini nazionali con la presentazione del progetto europeo CONNATURALP – Connecting Nature and Health in the Alps, illustrato dal direttore del GAL Matteo Aguanno. L’iniziativa, finanziata dal programma Interreg Italia–Austria, promuove un approccio integrato tra tutela della natura e salute delle persone, attraverso il modello “One Health” e l’utilizzo delle terapie basate sulla natura.
L’ultimo intervento è stato affidato ad Alexander Grimm, rappresentante del Parco nazionale austriaco degli Alti Tauri, che ha illustrato le esperienze sviluppate in Tirolo: sentieri progettati per essere accessibili e un servizio di noleggio di carrozzine elettriche che permette di percorrerli con maggiore autonomia.
Il convegno rientra nelle attività del progetto CLLD Dolomiti Live, sostenuto dal programma Interreg VI Italia–Austria 2021‑2027, che ha portato al museo M9 anche una mostra dedicata alla montagna inclusiva.
Un percorso che punta a dimostrare come la tutela dell’ambiente e l’accessibilità possano procedere insieme, trasformando le aree protette in spazi aperti a tutti. Perché la natura, quando diventa davvero condivisa, è più ricca per chiunque la attraversi.





