Pandemia e lavoro: sono le donne a pagare il prezzo più alto

Pandemia e lavoro: sono le donne a pagare il prezzo più alto

 

La conciliazione casa-lavoro è da sempre un tema fondamentale per gli artigiani, che spesso non riescono a distinguere tra vita domestica e vita lavorativa. Ancora di più per le donne imprenditrici. «E il lungo lockdown lo ha dimostrato in maniera inequivocabile» afferma la presidente di Confartigianato Donne Impresa Belluno, Martina Gennari. 

Secondo l’Onu, sono le donne a pagare i costi più alti della pandemia: «Le ragioni sono molteplici. Uno: perché la responsabilità famigliare, tutta o quasi sulle nostre spalle, sta mettendo a rischio il reddito delle imprenditrici – sottolinea Gennari -. Due: il 70% dei lavoratori nel settore sanità sono donne, che quindi stanno rischiando la salute. Tre: in tempi di crisi le donne rinunciano al lavoro per prendersi cura dei figli. Quattro: il rischio di violenza domestica è aumentato in modo esponenziale a causa del lockdown e delle tensioni sociali. Diventa quindi fondamentale riportare al centro un problema annoso, ma mai davvero affrontato. Il problema della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro. Una questione che è scoppiata in tutta la sua attualità durante il lockdown e la quarantena. Perché le donne imprenditrici non hanno abbastanza aiuti per portare avanti un’attività imprenditoriale e i dati parlano chiaro: l’incidenza dell’imprenditoria in rosa in Italia è del 22,6%, mentre in Veneto scende al 20,5%. Le madri imprenditrici in sostanza si devono destreggiare tra lavoro e famiglia, senza avere a disposizione né servizi di welfare adeguati, né sostegno economico per poter gestire la propria impresa in modo sereno».

Confartigianato Donne Impresa Belluno sta impostando un sondaggio rivolto alle imprenditrici della provincia per avere una fotografia aggiornata sul territorio. Le risposte saranno fondamentali per formulare delle risposte concrete e soprattutto per creare un programma 2020/21 del gruppo Donne Impresa calato nella realtà. «Cercheremo di creare attenzione attorno alla parte economica, ma anche alla parte del sogno e delle aspirazioni che mai devono mancare soprattutto in tempi di crisi – conclude Gennari -. Proprio in questa ottica vogliamo puntare su corsi formativi di leadership femminile, per incentivare le donne a non mollare, ma anzi a portare avanti con coraggio i propri progetti. E dulcis in fundo, abbiamo in mente un tema vasto, ma meraviglioso, quello della scuola; perché mai come oggi è scoppiato il problema della formazione: chi ha figli che stanno seguendo la didattica a distanza se ne rende conto».

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