Una presa di posizione netta e condivisa contro la guerra e per la difesa dei diritti umani. Su invito del Coordinamento provinciale Pace e Disarmo, si sono riunite in questi giorni le delegazioni bellunesi di Cgil, Fiom, Spi, Acli, Belluno per Assange, Sinistra Italiana, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle.
Al centro dell’incontro, la condanna unanime verso la violenza esercitata da Israele sul popolo palestinese, definita “estrema e disumana”. I partecipanti hanno espresso forte preoccupazione per l’atteggiamento del Governo italiano, ritenuto ambiguo e insufficiente nel contrastare il genocidio in corso e le sue conseguenze sulla popolazione civile. Critiche anche alla politica di riarmo dell’Unione Europea, giudicata pericolosa e inadatta a un contesto internazionale già segnato dalla legge del più forte, anziché dal rispetto del diritto.
Le richieste avanzate congiuntamente alle istituzioni italiane ed europee sono chiare:
- riconoscimento della dignità e dei diritti del popolo palestinese;
- interruzione immediata della fornitura di armi a Israele;
- sanzioni e stop agli accordi con il governo israeliano e le aziende coinvolte nella pulizia etnica;
- cessate il fuoco immediato, liberazione di ostaggi e prigionieri, e interventi umanitari urgenti.
Dal confronto è emersa la volontà di avviare due campagne provinciali:
- Boicottaggio dei prodotti israeliani;
- Disinvestimento finanziario da istituti bancari e assicurativi coinvolti nel commercio di armi.
Un’iniziativa che punta a coinvolgere cittadini, associazioni e amministrazioni locali, per costruire una risposta concreta e nonviolenta alla crisi in Medio Oriente.





