Lo scorso marzo, Giovanni Patriarca ha deciso di trasformare una preoccupazione personale in un’azione collettiva. Per anni ha percorso in bicicletta il tratto di provinciale 12 che collega Villabruna a Feltre per recarsi al lavoro. Un tragitto breve, ma ricco di pericoli. «Ogni giorno avevo la netta sensazione di rischiare la vita», racconta. Da qui l’idea di avviare una raccolta firme per chiedere al Comune la realizzazione di una pista ciclopedonale dedicata e sicura.
L’iniziativa, nata dopo due richieste formali rimaste senza risposta, ha preso forma anche attraverso un blog – www.feltreciclopedonale.it – dove Patriarca ha raccolto testimonianze, riflessioni sulla mobilità alternativa all’auto e diverse proposte tecniche per realizzare l’opera. Lo spazio online è diventato rapidamente un punto di riferimento per chi percorre quel tratto quotidianamente e ne conosce i limiti.
La risposta dei cittadini è stata immediata. «Tante persone si sono dimostrate entusiaste», spiega Patriarca. Tra loro anche David De Bortoli, che oltre a raccogliere firme ha depositato la petizione in municipio nei giorni scorsi. Insieme al promotore e a Deborah Bustaffa, è uno dei tre firmatari ufficiali dell’iniziativa.
Il tratto di strada tra Villabruna, Umin, Foen e Feltre è da anni considerato critico per la sicurezza. Il traffico intenso, l’assenza di marciapiedi, la vegetazione che d’estate invade la carreggiata e un limite di velocità fissato a 90 km/h rendono l’attraversamento complesso tanto per i ciclisti quanto per i pedoni. La cronaca ne ha già raccontato le conseguenze: tre anni fa un incidente mortale e un ferito grave; l’anno precedente un’altra vittima. Una donna che ha aderito alla petizione ha ricordato di aver perso un parente, investito proprio in bici a Umin anni fa.
Tra i punti più problematici c’è anche il passaggio presso la località Fornaci, dove manca un attraversamento pedonale per raggiungere la fermata dell’autobus.
Ora i promotori attendono una risposta dal Comune, che secondo il regolamento dovrà esprimersi entro 60 giorni dalla consegna della petizione. «Speriamo in un confronto costruttivo e in una soluzione concreta – spiegano –. Ma soprattutto auspichiamo che altre persone scelgano di attivarsi per migliorare la sicurezza e la vivibilità delle strade e delle piazze della nostra città».
La richiesta di una ciclopedonale non è solo una questione di infrastrutture: è un invito a ripensare la mobilità quotidiana, privilegiando percorsi sicuri, accessibili e sostenibili. Un tema che, almeno dalle firme raccolte, sembra aver toccato da vicino molti cittadini.




