Olimpiadi 2026, il turista-tipo sceglie Cortina

Olimpiadi 2026, il turista-tipo sceglie Cortina

Alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 il visitatore medio avrà un nome e un profilo molto chiaro: sarà italiano, dormirà a Cortina e seguirà soprattutto le gare tra il 13 e il 16 febbraio, fermandosi tra le tre e le cinque notti. È l’identikit tracciato da Lybra Tech, società del gruppo Zucchetti che analizza le ricerche di pernottamento tramite un algoritmo di intelligenza artificiale. Uno sguardo che permette di capire già oggi come si muoverà il turismo nei giorni dei Giochi, e dove si concentreranno davvero le presenze.

Cortina è la regina assoluta delle ricerche: più di Milano, più di Bormio, più di Tesero. I flussi puntano soprattutto ai weekend olimpici, con il secondo destinato a registrare il maggior numero di arrivi. La Valtellina rappresenta invece un caso a parte: qui la domanda cala proprio nei giorni centrali della manifestazione, segno evidente di una saturazione arrivata con largo anticipo, soprattutto nell’area di Livigno. L’esaurimento dei posti letto pubblici e di quelli riservati ai tour operator ha spinto l’effetto “overflow” anche nei comuni vicini alle località di gara: da Auronzo di Cadore a Livinallongo del Col di Lana fino a Cavalese.

Il mercato italiano resta predominante in tutte le località olimpiche, ma Milano e Cortina si distinguono per un’attrattività marcatamente internazionale: tra il 58% e il 75% delle ricerche arriva dall’estero. Il bacino più consistente è quello statunitense, seguito dai Paesi europei – Germania, Svizzera, Repubblica Ceca, Polonia, Slovenia – e da mercati lontani come Canada e Australia. Le destinazioni legate allo sci mostrano permanenze più lunghe, con oltre cinque notti in Val di Fiemme e più di quattro a Bormio e Livigno. Milano si conferma città “fast”: la media non supera le tre notti e mezzo.

Il capoluogo lombardo, però, si muove su dinamiche proprie. Accanto al picco previsto per la cerimonia inaugurale, la domanda resta sorprendentemente alta anche nei feriali, sostenuta quasi interamente dagli stranieri. Le ricerche statunitensi toccano il 13,3%, mentre tedeschi, francesi e britannici consolidano il peso del mercato europeo. Mancano invece segnali significativi per la cerimonia di chiusura a Verona: un indizio forte del fatto che, per i turisti, il vero magnete restano le competizioni e non gli eventi collaterali.

A Cortina il quadro è ancora più netto. Le richieste esplodono nei weekend del 7-8 e del 14-15 febbraio e crescono soprattutto a gennaio, segno di una pianificazione sempre più last minute, sia italiana che internazionale. Le coppie rappresentano oltre i due terzi delle ricerche, seguite da famiglie, viaggiatori singoli e piccoli gruppi. Gli Stati Uniti restano il mercato più presente, affiancati da Italia, Germania, Regno Unito e Canada. La permanenza media sfiora le tre-quattro notti, con durate più lunghe per francesi, brasiliani e tedeschi.

Ma l’impatto economico dei Giochi non sarà uniforme. A ricordarlo è Michela Ciccarelli, Destination Data Specialist di Lybra Tech, che parla di Olimpiadi “diffuse”, difficili da misurare in termini di ricadute. E a Cortina, uno dei simboli dell’evento, l’indotto rischia di essere più limitato del previsto: l’area delle Tofane resterà chiusa da metà gennaio a metà marzo per permettere la preparazione e lo svolgimento delle gare. Ne conseguirà la chiusura forzata di rifugi e ristoranti, irraggiungibili per tutto il periodo olimpico.

Le Olimpiadi 2026 si preannunciano dunque come una grande vetrina internazionale per il Nord Est, ma con effetti molto diversi da valle a valle. I numeri delle ricerche online raccontano entusiasmo, saturazione e una forte spinta internazionale. A fare la differenza, ancora una volta, saranno le gare: il cuore pulsante di un movimento turistico che, più che programmare, sembra voler correre all’ultimo minuto.

(photocredits: MARTINOPHUC – Pixabay)

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