Con le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sempre più vicine, si accende il dibattito sulla viabilità e sulla mobilità in provincia di Belluno. A intervenire è Dario Bond, presidente del Comitato di Gestione del Fondo Comuni Confinanti, che lancia un appello chiaro: «Non possiamo limitarci alla sola direttrice nord-sud. Serve una rete che includa tutte le aree montane della provincia».
Bond raccoglie le preoccupazioni di amministratori locali e imprenditori della ricettività, in particolare di quei territori che rischiano di restare ai margini del grande evento olimpico. «Le perplessità maggiori arrivano dalle zone non direttamente toccate dalla direttrice Venezia-Cortina-Dobbiaco. Il sistema Olimpiadi deve tenere conto di tutto il territorio bellunese, di tutte le sue vallate e comprensori».
Il presidente ricorda l’impegno del Fondo per ridurre le disparità tra territori, non solo tra province ma anche all’interno della stessa Belluno. «Facciamo un appello sincero a tutte le autorità coinvolte nella pianificazione della mobilità olimpica: non possiamo creare territori di serie A e di serie B. L’Olimpiade deve essere un’occasione di rilancio per tutta la provincia».





