Nuovo caso alberi a Belluno, Italia Nostra difende il cedro di via Feltre.

Nuovo caso alberi a Belluno, Italia Nostra difende il cedro di via Feltre.

Un nuovo albero finisce al centro del dibattito sul verde urbano a Belluno. Dopo la vicenda dei tigli di via Feltre, ancora in attesa dell’esito del ricorso al Tar, questa volta a preoccupare Italia Nostra Belluno è un grande cedro situato al civico 44 della stessa via, poco distante dalla rotatoria di piazzale Marconi. «Le alberature di via Feltre continuano a essere in pericolo di abbattimento», denuncia l’associazione in un comunicato, spiegando che l’esemplare si trova all’interno delle pertinenze del Condominio Alba e che i proprietari ne avrebbero deliberato la rimozione per presunti motivi di sicurezza.

Per Italia Nostra si tratta però di un albero di grande valore per la città. «È un elemento di notevole rilievo dal punto di vista estetico, paesaggistico e identitario per tutta via Feltre», sottolinea l’associazione. Non solo. Secondo il sodalizio, il cedro svolge anche una funzione ambientale importante grazie alle sue dimensioni. «Contribuisce a filtrare gli inquinanti atmosferici e la sua perdita rappresenterebbe un grave danno», osserva Italia Nostra. L’associazione ritiene che l’abbattimento possa essere preso in considerazione soltanto in presenza di accertamenti tecnici chiari. «Una decisione del genere sarebbe giustificata esclusivamente se venissero effettivamente certificati un precario stato fitosanitario o problemi di stabilità strutturale attraverso una perizia agronomica», afferma. A sostegno della propria posizione, Italia Nostra richiama anche una sentenza del Consiglio di Stato del 2022, che evidenzia la necessità di motivazioni documentate e supportate da verifiche tecniche adeguate prima di procedere all’abbattimento di alberi di pregio.

Da qui l’appello finale: «Abbattere il cedro senza averne accertato la reale pericolosità comporterebbe una violazione delle normative vigenti», conclude l’associazione, ricordando che la legge prevede sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, anche conseguenze penali per gli abbattimenti non autorizzati.

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