Gelato, Dolomiti e nuovi mercati: così Longarone Fiere vuole ripartire

Gelato, Dolomiti e nuovi mercati: così Longarone Fiere vuole ripartire

La rinascita di Longarone Fiere Dolomiti passa dal gelato. È infatti la storica MIG, la Mostra Internazionale del Gelato Artigianale, il cuore del Piano Strategico 2027-2030 approvato all’unanimità dall’Assemblea dei soci e destinato a tracciare il futuro della società fieristica bellunese nei prossimi quattro anni.

Il nuovo corso, avviato sotto la guida dell’amministratore unico Maurizio Castro, punta a trasformare la MIG da tradizionale manifestazione espositiva a piattaforma internazionale di relazioni, innovazione e business dedicata al gelato artigianale. Il progetto porta il nome di “MIG Beyond G” e ambisce a riportare Longarone al centro del panorama europeo di un settore che affonda le proprie radici proprio nelle vallate bellunesi. L’idea è quella di costruire un appuntamento selettivo e di alto profilo, capace di unire cultura, tecnologia, ricerca, networking e opportunità commerciali. Un format che punta a valorizzare la lunga tradizione dei gelatieri di Zoldo, Cadore e Agordino, protagonisti nei decenni della diffusione del gelato artigianale in tutta Europa.

Attorno al rilancio della MIG ruota l’intero piano industriale. Longarone Fiere punta infatti a una crescita significativa attraverso tre direttrici: il riposizionamento delle manifestazioni storiche, il lancio di nuovi eventi e il rafforzamento del polo congressuale, considerato uno degli asset con il maggiore potenziale di sviluppo. I numeri contenuti nel business plan raccontano la portata della scommessa. Nello scenario di crescita selettiva il valore della produzione potrebbe passare dagli attuali 2,15 milioni di euro a 5,73 milioni nel 2030, mentre l’EBITDA tornerebbe positivo già nel 2028. Anche nello scenario più prudente il piano prevede una crescita fino a 4,76 milioni di euro entro la fine del decennio. Per sostenere questo percorso sono previsti investimenti compresi tra 1,58 e 3,35 milioni di euro per l’adeguamento e l’ammodernamento del quartiere fieristico. A fare da filo conduttore sarà il concetto di “Dolomiticità”, indicato come elemento distintivo della futura offerta fieristica. Dall’arredo alla montagna, dall’agroalimentare all’ospitalità alpina, tutte le manifestazioni dovranno valorizzare l’identità economica e culturale delle Dolomiti, trasformando il territorio in un marchio riconoscibile sui mercati nazionali e internazionali.

Il piano assegna inoltre a Longarone Fiere un ruolo che va oltre l’organizzazione di eventi. L’obiettivo è farne un punto di riferimento per imprese, istituzioni e comunità del Bellunese e, in prospettiva, dell’intero arco dolomitico, attraverso una governance rinnovata e l’ingresso di nuove competenze professionali dedicate allo sviluppo commerciale e al marketing fieristico. «Longarone Fiere ha una storia importante, ma la storia da sola non basta a garantirne il futuro», sottolinea Maurizio Castro, spiegando che il piano nasce con l’ambizione di restituire alla Fiera un ruolo centrale per le imprese e per l’economia della montagna. Soddisfazione anche da parte del presidente della Provincia di Belluno, Marco Staunovo Polacco, che definisce l’approvazione del documento «l’inizio di una stagione di forte rilancio ed evoluzione», ribadendo la volontà di fare di Longarone Fiere un punto di riferimento per l’economia, la cultura e le imprese del Bellunese e dell’intero arco alpino. Con il via libera dell’assemblea si apre ora la fase operativa.

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