«No alla riorganizzazione degli istituti comprensivi», il Pd convoca la commissione

«No alla riorganizzazione degli istituti comprensivi», il Pd convoca la commissione

No alla riorganizzazione degli istituti comprensivi di Belluno. Il gruppo consiliare del Pd, per voce del capogruppo Paolo Bello, si allinea alle preoccupazioni sollevate da sindacati e operatori scolastici per la decisione della Commissione di Distretto formativo (su proposta dei sindaci di Belluno, Borgo Valbelluna

e Limana) di sopprimere l’istituto comprensivo di Trichiana, con l’accorpamento dell’asilo, la scuola elementare e le medie di Limana all’Ic3. Una decisione che spingerà la giunta comunale di Belluno a spostare, di conseguenza, 2 plessi scolastici (l’asilo Cairoli e le scuole Gabelli) dall’Ic3 all’Ic 2. 
 
«Il gruppo consiliare del Pd esprime con forza o rischi di tale riorganizzazione», scrive Bello (che ha chiesto sul tema la convocazione urgente della III Commissione). Diversi i motivi alla base della contrarietà, elencati nella lettera. «L’operazione non è stata concordata con le dirigenze scolastiche. Inoltre la soppressione riguarda l’Istituto con il più elevato numero di alunni e non trova riscontro alcuno a livello regionale e meno ancora a livello provinciale». 
 
Le preoccupazioni del Pd riguardano sia il sovradimensionamento dei nuovi istituti comprensivi («con numeri di alunni che si aggira intorno ai 1200, cioè doppi rispetto alla norma regionale (600) e tripli rispetto alla deroga (400) concessa per le zone di montagna dove da sempre si cerca di contrastare la dispersione territoriale anche attraverso il mantenimento di plessi ed istituti»), ma soprattutto le ricadute a livello occupazionale. «Vi sarà un’automatica riduzione del personale scolastico Ata (collaboratori scolastici) con conseguente riduzione di servizi fondamentali (vigilanza, assistenza, pulizia) che inevitabilmente torneranno in capo ai comuni con il rischio concreto della chiusura dei plessi più piccoli e periferici. Inoltre sarà ridotto anche il personale docente. Nell’immediato una riduzione di 5 docenti di potenziamento e successivamente una riduzione dei docenti di posto comune a seguito dell’aumento degli alunni nelle classi. Infine, verranno depauperate le funzioni della dirigenza scolastica, sempre più costretta dagli elevati numeri ad occuparsi di questioni burocratiche ed organizzative e sempre meno di quelle educative». 
 
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