Anche se non sembra, l’estate è vicina. E con lei, riparte l’interrogativo che ha scandito le ultime annate del Nevegal: la seggiovia aprirà per portare i turisti in quota?
Quest’anno pare proprio di no. Non ci sono i tempi tecnici: l’Alpe del Nevegal, attuale proprietaria degli impianti, chiuderà i battenti (stavolta per davvero, dopo la metà di giugno). E per ricomprarsi seggiovie e skilift il Comune di Belluno deve prima stilare il piano di sostenibilità economica. Che è ancora in alto mare. Si registra però un passo avanti: Palazzo Rosso ha individuato l’advisor che dovrà portare avanti la valutazione degli impianti. Si tratta società Paragon Business Advisors, società di Zola Predosa (provincia di Bologna) che ha formulato la miglior offerta: farà il lavoro per 8.184 euro, Iva inclusa.
Non ancora ben definiti i tempi. Il Comune di Belluno aveva inizialmente fissato un termine di 60 giorni, poi rivisto al ribasso dal sindaco Jacopo Massaro in consiglio comunale. Forse un mese potrebbe bastare. Attenzione: l’incarico non è ancora ufficiale. Per renderlo tale, serve prima la firma di Comune e Alpe del Nevegal sul protocollo d’intesa. Solo allora la società guidata da Maurizio Curti potrà fornire a Paragon tutta la documentazione necessaria, evitando di violare così il patto di riservatezza.
Insomma, meglio puntare l’obiettivo direttamente al prossimo inverno, quando finalmente ci potrebbe essere una nuova società a gestire gli impianti. E qualche soldo dalla Regione. Approderà in consiglio regionale indicativamente entro la fine di luglio il progetto di legge a firma Franco Gidoni sul supporto alle stazioni sciistiche cosiddette “a fallimento di mercato”. Un disegno nato per aiutare il Nevegal, dal quale però è sparita ogni menzione specifica al Colle. Il milione messo a disposizione dal bilancio regionale verrà così spartito tra tutte le piccole stazioni sciistiche venete (che andranno individuate dalla Regione, ma si possono contare sulle dita di due mani).
La cancellazione è stata fatta notare da Quinto Piol, ex assessore provinciale in quota Pd e profondo conoscitore delle dinamiche del Nevegal, che su Facebook tuona contro Gidoni, accusandolo di voler prendere in giro i bellunesi. «Piol chieda conto ai suoi colleghi del Pd – si difende il consigliere regionale – perché sono loro che hanno richiesto la cancellazione di ogni riferimento specifico al Nevegal». In cambio, ci saranno le firme bipartisan su un ordine del giorno che impegnerà la giunta regionale ad accelerare sul fronte del “Colle dei bellunesi”.





