Nessuna sorpresa e voto unanime. Il Comune di Belluno riacquisterà gli impianti di risalita del Nevegal. Il via libera definitivo è arrivato ieri dal consiglio comunale: approvata all’unanimità la delibera che accoglie l’offerta irrevocabile di vendita da parte di “Nevegal 2021”, attuale proprietaria delle strutture, acquistate lo scorso anno dall’Alpe. Un’operazione da 145mila euro, Iva inclusa. Un bel risparmio per le casse comunali: la perizia di stima ha infatti valutato in 220mila euro il valore degli impianti di risalita.
Il voto di ieri è «un passaggio importantissimo», come lo ha definito la vicesindaca e assessora al bilancio, Lucia Olivotto, nell’illustrazione della delibera. Perché di fatto dà seguito alla delibera di indirizzo votata da tutto il consiglio comunale nell’ottobre 2020, che chiedeva a Palazzo Rosso di tornare in possesso degli impianti. E perché ora sarà così possibile proseguire con l’iter burocratico. Il Comune di Belluno, infatti, gli impianti li darà in gestione. Attraverso un bando di gara pubblico, che sarà verosimilmente pubblicato in primavera. Come ha spiegato Olivotto in margine al consiglio, la questione è complessa e i tasselli da mettere insieme sono molti. La volontà di Palazzo Rosso sarebbe quella di affidare in gestione le strutture per 15 anni, investendo 100mila euro all’anno. Il resto dovrebbe essere a carico della società vincitrice.
Ma ci sono ancora dei punti da chiarire. Ad esempio, chi pagherà le inevitabili manutenzioni straordinarie? Una questione lanciata dal consigliere di minoranza Paolo Gamba (Belluno è di tutti). «Sono tutte cose che verranno definite nel capitolato tecnico che farà parte del bando di gara – spiega Olivotto – abbiamo già individuato il professionista che si occuperà di questo». Senza dimenticare che nel 2023 scadrà l’attuale demanio sciabile e bisognerà trovarsi pronti per richiederne il prolungamento.
Per il momento, comunque, tutto è bene ciò che – sembra – finire bene. Anche se, come hanno accusato le minoranze, «Abbiamo perso 9 anni per l’incapacità della giunta Massaro di trovare una soluzione». Accuse respinte dal sindaco, che ha ricordato come «In questi anni gli impianti sono sempre stati aperti. Invece, quando venimmo eletti, nel 2012, la Nis (la società partecipata che al tempo gestiva anche gli impianti del Nevegal) era fallita e i dipendenti non venivano pagati da mesi».





