Una madre, una figlia. Un viaggio, verso una meta ignota. Una perdita da elaborare. Con lo sfondo di Dolomiti insolite. E la neve, a rappresentare un inverno dell’anima che piano piano si scioglie, grazie all’amore.
Si chiama, per l’appunto, “Neve” il cortometraggio firmato da Alessia Buiatti e prodotto da Buona visione in collaborazione con Ri-Prese – memory keeping. La seconda opera registica della seconda vita professionale della bellunese d’adozione, che dopo anni passati nel settore della comunicazione d’impresa, ha deciso di seguire la passione per la “Settima arte”.
«Neve – racconta la regista – nasce da una storia che ho scritto nel 2018, per ragioni intime e personali. Ho sempre immaginato di farne un film».
Serviva però l’occasione giusta. E un volto adatto. La prima è arrivata lo scorso novembre, assieme alla seconda. «La fotografa di scena, Erika Kuenka – continua Buiatti – ha partecipato alle riprese di “Un passo dal cielo”, fotografando, tra gli altri, anche Giusy Buscemi. Mi è bastata una sua foto, il suo sguardo, per capire che lei era la persona giusta per interpretare la mia idea».
Sullo schermo la siciliana interpreta una madre giovane, che intraprende un viaggio con la figlia adolescente (che ha il volto della bravissima dodicenne Emma Frison, già al fianco di Buiatti in “Il tempo e i giorni”), portando nel cuore il peso della perdita di un bimbo piccolo.
«Per me – le parole di Giusy Buscemi – che sono madre di due bimbi è stato un grande regalo quello di poter incarnare i sentimenti di madre per la prima volta nella mia carriera cinematografica. Non vedevo l’ora di trasferire i miei sentimenti materni in un personaggio. L’organizzazione è stata perfetta, il risultato finale sarà molto bello. È stato un viaggio dalla solitudine alla relazione, dal microcosmo al macrocosmo, dalla vettura alla bellezza della natura, vista anche con gli occhi di Emma, con la quale c’è stata affinità da subito»
“Neve” è ambientato a fine anni’80. Trent’anni fa. Una scelta stilistica ma anche tecnologica. Sì, perché il racconto è soggettivo, e passa attraverso l’occhio della videocamera in mano alla figlia, che riprende ogni attimo di questo viaggio a tappe nel dolore di una madre, fino a sfociare in una consapevolezza nuova e in una bellezza fragile ed eterna.
La telecamera è una vera “Video 8”, a cassetta. Manovrata direttamente da Emma Frison, la figlia. Una scelta che ha comportato l’obbligo di girare in analogico. Ci hanno pensato poi Nicoletta Traversa e Giuseppe Ferrari (di Ri-prese, la spinoff dello Iuav di Venezia che punta a digitalizzare lo sterminato archivio domestico di filmini di matrimonio, vacanze e quant’altro) a riversare il tutto in digitale in tempo reale.
Le riprese si sono svolte l’1, il 2 e il 3 marzo. Da Feltre su, fino ad arrivare alla chiesa di San Leonardo di Casamazzagno. Un modo, anche, per promuovere le bellezze del territorio, in maniera diversa. “Neve”, infatti, parteciperà a festival italiani e stranieri, verrà proiettato in eventi pubblici e anche nelle scuole.
Diversi i partner che hanno sostenuto l’opera. Dalla Provincia di Belluno alla Dmo, dalla Fondazione Comelico Dolomiti , all’assessorato alle Pari opportunità del Comune di Feltre. C’è poi il patrocinio dei Comuni di Feltre, Longarone, Soverzene, Selva di Cadore, Ponte nelle Alpi e delle Unioni montane Feltrina e Agordina.





