Sabato 13 aprile alle 10.30 all’istituto agrario “Della Lucia” di Feltre, nascerà ufficialmente il biodistretto Terre Bellunesi. Con l’assemblea costitutiva, si conclude un lungo percorso decennale che porterà alla nascita e riconoscimento ufficiale del primo distretto biologico della provincia di Belluno. Per dimensione territoriale si collocherà tra i più grandi d’Italia, ma si caratterizzerà soprattutto per le sue straordinarie valenze naturalistiche e paesaggistiche, per l’inestimabile ricchezza in biodiversità selvatica e coltivata, per una vocazione alla pratica dell’agricoltura biologica altrove inimmaginabile e per una non comune sensibilità popolare volta alla salvaguardia e sviluppo sostenibile del territorio.
Il lungo e proficuo percorso di avvicinamento a questo atteso momento costitutivo, proposto negli anni con varie dinamiche e protagonisti, si è mantenuto forte nel tempo grazie agli oltre 300 soggetti, pubblici e privati, che sottoscrivendo la Carta dei principi del Biodistretto Terre Bellunesi, hanno dato vigore e sostegno al comitato promotore spontaneamente costituitosi, impegnato nel complesso iter ufficiale di riconoscimento.
Negli anni, l’attesa è stata tutta rivolta alla pubblicazione della legge nazionale sulle produzioni biologiche – la n° 23 del 2022 – e poi in particolare al successivo Decreto Regionale 786 del giugno 2023, con i quali sono stati definiti in dettaglio i distretti biologici e in particolare stabilite le loro procedure di riconoscimento.
«Solo da allora il comitato promotore, con il supporto del suo delegato ente gestore rappresentato dall’Istituto Agrario di Feltre, ha potuto elaborare il dossier per la domanda di riconoscimento e dare avvio alle ufficiali iniziative di animazione, informazione e comunicazione, svoltesi con incontri sul territorio con agricoltori, gruppi di acquisto solidale, amministrazioni locali, oltre che comunicazioni attraverso il sito web (https://sites.google.com/view/biodistrettoterrebellunesi/home )» spiega Stefano Sanson, docente dell’istituto agrario e componente del comitato promotore. «Con l’ammissibilità della domanda di riconoscimento ottenuta dalla Regione Veneto il 29 marzo scorso, il comitato promotore ha potuto convocare l’assemblea costitutiva del prossimo 13 aprile, che di fatto con tutti i soggetti che per interesse e requisiti parteciperanno, sancirà la nascita dell’associazione del biodistretto ed eleggerà il suo primo direttivo».

Possono aderire al comitato promotore e poi al biodistretto anche in tempi successivi all’assemblea costitutiva, oltre agli imprenditori agricoli certificati biologici, gli imprenditori agricoli singoli e associati non certificati biologici ma che si riconoscono in pieno nei suoi principi, tutte le associazioni e i soggetti che intervengono nella filiera del biologico, enti pubblici e locali, enti privati, associazioni, consorzi, fondazioni, associazioni locali di consumatori, organizzazione professionali agricole, purché questi si impegnino in concrete politiche di difesa delle produzioni biologiche, di tutela conservazione e valorizzazione del territorio, ambiente e paesaggio, di conservazione del suolo e di difesa della biodiversità.
Ad oggi hanno già aderito ufficialmente 70 aziende biologiche, operative su 34 Comuni in rappresentanza di tutte le terre e vallate bellunesi e di quasi il 90% di tutta la superficie agricola certificata biologica provinciale. Unitamente agli agricoltori biologici, a sancire la trasversalità del progetto, ad oggi hanno già aderito altri circa 40 soggetti pubblici e privati di diversa natura.
Il biodistretto Terre Bellunesi assumerà la forma di associazione ente del Terzo Settore e sarà governata da un consiglio direttivo di 13 membri, che a norma di legge sarà composto per la maggioranza da imprenditori agricoli certificati biologici, ai quali si affiancherà auspicabilmente una equilibrata compagine di soggetti anche extra-agricoli per garantire una doverosa rappresentanza territoriale, di settore e di genere.

«Il biodistretto Terre Bellunesi è pensato come un progetto di comunità per praticare un’innovativa forma di governo per lo sviluppo sostenibile del territorio bellunese, fondato su intese e coesione sociale tra produttori, consumatori, cittadini, enti pubblici e privati, imprese e associazioni, che pur partendo dalle filiere biologiche, si propone un approccio partecipativo allo sviluppo locale, trovando sinergie e integrazione con altri settori sociali e economici, come quelli della gestione dell’ambiente, del turismo e mobilità sostenibile, dell’inclusività sociale, della gestione dell’energia e dei rifiuti» spiega Sanson. «Fra le azioni già definite nel Piano di Distretto prossimo triennale, spicca la possibilità di attivare un “Centro di sviluppo e trasferimento tecnologico per lo sviluppo dell’agricoltura biologica bellunese” gestito con un accordo di programma tra istituto agrario di Feltre e diodistretto, attraverso il quale e in sinergia con i propri associati, fornire azioni di consulenza tecnica e amministrativa, momenti informativi e formativi, giornate tecnico dimostrative dedicati agli operatori agricoli e agli amministratori locali. Nel Piano sono poi poste in particolare evidenza, le azioni in sinergia con i Gruppi di Acquisto Solidale del Bellunese che già ad oggi hanno aderito in massa al comitato promotore per creare sempre maggiori relazioni in filiera corta tra produttori e consumatori, nonché lo sviluppo di possibili studi, monitoraggi e ricerche in campo agricolo, ambientale e naturalistico, a supporto delle strategie di sviluppo locale».





